«THE GOLDEN AGE - Woodkid» la recensione di Rockol

Woodkid - THE GOLDEN AGE - la recensione

Recensione del 08 apr 2013 a cura di Pop Topoi

La recensione

Capita spesso che cantanti affermati s'improvvisino produttori, direttori artistici o registi dei propri videoclip, ma a Yoann Lemoine è successo il contrario. Dopo aver diretto spot pubblicitari e video musicali per Drake, Lana Del Rey, Taylor Swift e Katy Perry (ma la lista di star a cui ha detto no è altrettanto notevole: Madonna, Rolling Stones, Black Sabbath), il regista francese ha deciso di impiegare il suo talento in un progetto personale che porta il nome di Woodkid. A due anni di distanza dal primo esperimento musicale ("Iron"), arriva l'album di debutto – e ci fa ringraziare che abbia scelto di prendere la strada di cantautore.
"The golden age" è un progetto audiovisivo in cui le immagini sono inscindibili dalle canzoni: i due elementi seguono una linea narrativa precisa e si sostengono a vicenda creando un universo in bianco e nero di singolare ricchezza. Il titolo si riferisce all'infanzia, ma risulta ingannevole perché, già nella prima traccia, ci viene detto con malinconia che l'età d'oro è finita: il protagonista deve lasciare casa, deve scappare, troverà e perderà l'amore, andrà in guerra. La fiaba di formazione del ragazzino di legno che si trasforma in marmo non ha molti momenti di gioia né tantomeno un lieto fine, ma scorre disseminando sorprese. I capitoli che la compongono funzionano anche se isolati dal contesto dell'opera, perché Lemoine ha inventato una storia senza tempo né luoghi: in nessuno dei testi si trovano riferimenti temporali o geografici alla realtà, come del resto accade nelle fiabe, e le musiche sono altrettanto slegate da filoni ben riconoscibili. L'album è quasi del tutto privo di elementi elettronici – o elettrici, viene da pensare – ed è un trionfo barocco di archi, ottoni e tamburi di guerra. Tuttavia, la voce di Lemoine, di un timbro unico e destinato a dividere, ha l'abilità di rendere fragili gli scenari epici che tanto sapientemente ha costruito.


Tutta questa coerenza estetica e sonora può essere scambiata per mancanza di versatilità e a molte orecchie sembrerà monocorde, ma Woodkid è un progetto ambizioso, complesso e centrato che lascia grande curiosità per un eventuale seguito (se mai ci sarà, dato che l'artista inizierà a lavorare sul suo primo film una volta terminata la promozione). O forse è vero, il Lemoine cantautore sa fare solo una cosa, ma la sa fare benissimo.
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