«EXILE - Hurts» la recensione di Rockol

Hurts - EXILE - la recensione

Recensione del 12 mar 2013 a cura di Pop Topoi

La recensione

Si mormora che gli Hurts abbiano firmato un contratto sproporzionato per il mercato attuale e con investimenti promozionali colossali. Non avendo però raggiunto gli obiettivi sperati in patria, hanno puntato sull'Europa continentale, soprattutto a est, dove, stando ai racconti nelle interviste, sono trattati da rockstar. Tutto questo sembra poco compatibile coi video degli esordi, pressoché amatoriali, ma molto raffinati: nel 2009 il duo era un innovativo progetto di nicchia che portava con sé un cantante d'opera e diceva di ispirarsi al "disco lento" (un genere post-Italo disco dei primi '90 – ma potrebbero anche esserselo inventato dato che non ve ne è traccia online). L'album di debutto del 2010 aveva già arricchito le loro sonorità iniziali per renderle forse più appetibili al grande pubblico, ma restavano, sotto i nuovi, pomposi arrangiamenti, una manciata di canzoni eccezionali ("Illuminated" su tutte).
Con Exile, purtroppo, gli Hurts continuano a ingigantire il loro suono nella speranza di portarlo nelle arene e dimenticando che era proprio il minimalismo a renderli così interessanti. In molti passaggi, i modelli e le ambizioni del duo sono palesi: unire lo stile dei Depeche Mode, il sentimento dei Coldplay e la credibilità dei Muse. È quasi impossibile non trovare riferimenti immediati per ogni traccia dell'album – non solo ai tre gruppi sopraccitati (rispettivamente in "Cupid", "Miracle" e "Mercy"), ma anche ai Massive Attack di "Angel" nel basso a metà di "The road" o al Chris Isaak di "Wicked game" in "The crow". Perfino la traccia più sperimentale, "Sandman", finisce per sembrare già sentita quando entra lo stesso loop di GarageBand usato da Rihanna in "Umbrella".



Questa varietà nelle citazioni, che nel pop non sono mai un delitto se sfruttate bene, non influisce però sulla varietà dell'album: Exile suona piuttosto monocorde e non è aiutato dai testi stucchevoli o finto-gotici. Il risultato è patinato e molto ben confezionato, ma privo della personalità e il gusto che gli Hurts sfoggiavano prima che le manie di grandezza prendessero il sopravvento.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.