«QUALCOSA E' CAMBIATO - Ghemon» la recensione di Rockol

Ghemon - QUALCOSA E' CAMBIATO - la recensione

Recensione del 13 feb 2012

La recensione

Nel piatto panorama Hiphop italiano, la musica di Ghemon appare come l'alternativa. Artista capace di introspezioni personali e incisivi story tellin', racconta con proprietà tecnica e lessicale la quotidianità di un rapper di trent'anni, abbastanza maturo da non cedere al gioco delle punchlines ma altrettanto appassionato da continuare a mettere la musica al centro del proprio mondo. "Qualcosa è Cambiato" è la risposta a "Qualcosa Cambierà", il mixtape del 2007 che l'ha consacrato come il più grande rapper conscious italiano. Anche se trovo terribilmente sterili le etichette, Ghemon è un artista così ricco di suggestioni da invogliare ad associazioni mentali. Infatti, scorrendo le tracce, i riferimenti alla black music e a un certo tipo di cantautorato si moltiplicano, senza però indugiare nel revival o nella copia. Il suo è l'atteggiamento di chi con certi musicisti condivide una visione artistica e un gusto al di là della venale guerra discografica. La somiglianza con Common ormai è cosa vecchia (anche se la foto di copertina ricorda ancora Be, autentico capolavoro prodotto da Kanye West e J Dilla), ora Mayer Hawthorn, Battiato, ma anche il giovane Dente, sembrano le coordinate per la musica di Ghemon. Una musica che - come ha annunciato ai suoi ascoltatori - probabilmente cambierà direzione. Quattordici pezzi più due iTunes Bonus Track, in cui Ghemon si prende piccole rivincite ("°Pts Pt.2"), o racconta una storia di amore e equivoci ("Qualcosa Per Te"), oppure cerca di intravedere della speranza nella routine lavorativa ("Piano Di Lavoro"). In tutto ciò, Ghemon non perde mai di vista il proprio approccio creativo e usa l'arte come terapia contro l'ipnosi collettiva (per citare l'album di Musteeno, illustre ospite di "Dico Bene"). Qualcosa è Cambiato è un disco spontaneo, veloce, senza una reale coesione, ma che riesce comunque a emozionare grazie alla forte personalità dell'autore. Ghemon non parla di donne ma d'amore. Non parla di droghe, non sputa sulla società italiana, anche se sembra il modo giusto per vendere. Lui analizza le dinamiche contemporanee e comunica la propria chiave di lettura, regalando all'hip hop italiano una serietà troppo spesso trascurata, ma che molti ascoltatori ormai sentono come necessaria. Ghemon convince sempre. Anche quando abbandona il rap per librarsi in evoluzioni canore. Forse non tutte perfettamente accattivanti o riuscite, ma in grado di regalarci una nuova somiglianza, questa volta niente meno che con Neffa.

(Andrea Mazzoli - Courtesy of RapBurger )
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