«LE VOYAGE DANS LA LUNE - Air» la recensione di Rockol

Air - LE VOYAGE DANS LA LUNE - la recensione

Recensione del 08 feb 2012 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Esagerando un po', potremmo dire che la genesi di questo nuovo disco degli Air ha inizio nel 1999. In quell'anno viene infatti deciso di restaurare una delle pellicole più significative del cinema muto e di fantascienza come “Le voyage dans la lune” (Viaggio nella luna) di Georges Méliès, realizzata nel 1902 e la cui unica copia a colori fu donata nel 1993 da un anonimo alla Filmoteca de Catalunya a Barcellona. Per completare i lavori occorrono oltre dieci anni e nel 2011 il film restaurato, della durata di 14 minuti, viene presentato presso il Festival del Cinema di Cannes. A firmare la nuova colonna sonora ci sono gli Air, non nuovi a rapporti lunari (il loro primo album e capolavoro si intitola “Moon safari” ad esempio) e cinematografici (basti pensare alla colonna sonora per “Il giardino delle vergini suicide” di Sofia Coppola o “City reading”, composto per musicare il romanzo “City” di Alessandro Baricco).
Anche il film “Le voyage dans la lune” non è nuovo a rapporti con la musica: il video di “Tonight, tonight” degli Smashing Pumpkins ad esempio fu interamente ispirato alla pellicola o “Heaven for everyone” dei Queen, contenente alcune scene di LVDLL e altre opere di Méliès.
Ma torniamo agli Air. Quanto prodotto per sonorizzare la pellicola entusiasma Nicolas Godin e Jean Benoit Dunckel, i quali decidono di realizzare un intero disco (31 minuti) ispirato al film, che narra le vicende di un gruppo di astronomi alla conquista della luna, l'incontro con gli indigeni ed il loro sgangherato ritorno sulla terra.
“Le voyage dans la lune”, che giunge a poco più di due anni dal precedente lavoro “Love 2”, è un disco onesto. Già, perché l'obiettivo degli Air è chiaro fin dai primi ascolti: fare un lavoro molto (inevitabilmente) cinematografico e legato alle immagini e rispolverare una parte di quel sound che li ha resi celebri, quei suoni psichedelici ed elettronici che forse già per loro natura nascono adatti ad essere abbinati a proiezioni video.
Tra la sognante “Astronomic club” e l'ottima cavalcata “Cosmic trip”, si segnalano indubbiamente l'ottima “Seven stars”, con il sound tipicamente Air associato alla scura voce di Victoria Legrand dei Beach House, l'elegante e cosmica “Moon fever” (con una melodia che ricorda tantissimo “Right here, right now” di Fatboy Slim), i 5 minuti di pura psichedelia Seventies di “Sonic armada” e la ballata strumentale – con un bel banjo nel mezzo - “Lava”.
“Who am I now?” è uno degli episodi migliori del lotto: misteriosa, teatrale, con la voce delle indie-pop statunitensi Au Revoir Simone ad addolcire il tutto.
“Le voyage dans la lune” è un album che si fa ascoltare con piacere, con un paio di episodi di alto livello (le due collaborazioni), ma legato in modo indissolubile alle immagini di un film leggendario come “Viaggio nella luna”. Difficilmente lo si ascolterà in altro contesto. Niente di più e niente di meno.

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