«THE SMILE SESSIONS - Beach Boys» la recensione di Rockol

Beach Boys - THE SMILE SESSIONS - la recensione

Recensione del 07 nov 2011

La recensione

Eccolo qui, il Santo Graal della musica pop. L'album perduto dei Beach Boys ( o meglio, di Brian Wilson). Il capolavoro mancato che, se fosse uscito nel 1967 come programmato, avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi, mettendo in ombra persino il "Sgt. Pepper's" beatlesiano. Un disco circondato da una tale aura mitica che mette ancora soggezione. Brian che si fa sistemare il pianoforte a coda in una grande cassa di sabbia. Che registra musica sul fondo vuoto della piscina. Che pianta una tenda araba in casa. Che obbliga i turnisti a indossare elmetti da vigili del fuoco. Che si incaponisce in centinaia di takes ingurgitando dosi industriali di LSD e finendo per perdere definitivamente il lume della ragione mentre Mike Love, sprezzante e annoiato, chiede ai tecnici di studio se qualcuno ha un vibratore a portata di mano. Verità e leggenda si confondono in confini sempre più labili, in quello che il sito Pitchfork chiama "l'equivalente sonoro del mostro di Loch Ness" . Sì, ma la musica? I frutti migliori delle interminabili session - cinquanta o ottanta, i calcoli non collimano, tenute tra l'aprile del 1966 e il maggio del '67 - sono riemersi nel tempo (spesso in versione riveduta e corretta) su 45 giri ("Good vibrations"), album ("Smiley smile", "20/20", "Sunflower", "Surf's up") cofanetti ("Good vibrations: Thirty years of the Beach Boys", 1993) e miriadi di bootleg. Nel 2004 ci aveva provato Wilson stesso, coadiuvato dai filologici Wondermints di Darian Sahanaja, a spezzare il velo di mistero ricostruendo per clonazione quell'opera cancellata dal tempo (vedi "Smile"): il risultato era stato pregevole ma forzatamente artificioso. E ora è ancora lui ad avallare l'operazione "definitiva" di restauro: due cd (o Lp), che diventano cinque (più un libro e due 45 giri) nell'edizione deluxe, per ricostruire frammento dopo frammento tutto quello che avvenne in studio nel momento più fulgido, controverso, folle e creativo dei ragazzi da spiaggia e del loro elusivo leader. Eppure non si può dar torto a chi sostiene che questo NON è "Smile": perché "Smile" non ha mai avuto una forma, una scaletta, una fisionomia definitiva. E' piuttosto una traccia, un'ipotesi, una proiezione ideale - ok, la migliore possibile - di quel che avrebbe potuto essere. I curatori del progetto, Mark Linnett, Dennis Wolfe, Alan Boyd e lo stesso Wilson, hanno messo in sequenza diciannove brani, dedicando il resto del Cd1, tutto il Cd2 e il materiale extra del box set a provini, alternative takes , segmenti di canzoni, montaggi vocali e sonori, mix stereo che vivisezionano il corpo ingombrante dell'album (un disco intero dedicato al "making of" di "Good vibrations", un altro quasi interamente riservato a "Heroes and villains"!) permettendoci, 45 anni dopo, di diventare una mosca sul muro, origliando i dialoghi, le risate, le comunicazioni all'interfono, le ripetizioni ossessive alla ricerca della perfezione assoluta (e anche qualche momento di divertente, squinternato surrealismo: come quando Wilson finge di essere precipitato dentro il suo pianoforte, "incastrato tra il do e il do diesis"). In tutto questo, e a dispetto di qualche esplicito riferimento agli effetti dell'acido lisergico, Brian sembra effettivamente molto più lucido e molto meno fuori di testa di quanto il mito del rock abbia tramandato. Maniacalmente perfezionista, quello sì: tanto da investire circa 70 ore di lavoro (in tre studi diversi) per estrarre il succo di "Good vibrations", la "sinfonia tascabile" iniziata ai tempi di "Pet sounds" che lui non avrebbe voluto includere nel nuovo album, il masterpiece che meglio di tutti esemplifica il suo metodo di lavoro fondato sul meticoloso e visionario assemblaggio di moduli sonori (stati d'animo o "feels", come li chiamava lui) concepiti e registrati in momenti diversi.
"Pet Sounds", la risposta di Wilson al "Rubber soul" dei Beatles, aveva alzato definitivamente l'asticella segnando per i Beach Boys il rito di passaggio dall'adolescenza alla maturità, dalle canzonette da spiaggia al pop con pretese d'opera d'arte. "Smile" era un passo oltre, una "sinfonia adolescenziale a Dio" che riascoltata oggi suona ancora avventurosa e ambiziosissima. Un colorato musical concettuale che in una quarantina di minuti prova a ripercorrere l'epopea americana da Est a Ovest, dalla roccia di Plymouth alle Hawaii, passando per la conquista del West, la costruzione delle ferrovie, l'incontro/scontro con la cultura nativa. Un grandioso, psichedelico e a volte ridondante affresco panoramico che sovrappone arditamente suoni e linguaggi, i colori dell'orchestra e gli strumenti elettrici dei session men losangelini in seguito conosciuti con il nome di Wrecking Crew, le voci celestiali dei sei BB (emozionante riascoltarli senza accompagnamento, riuniti intorno a un unico microfono) e gli spericolati giochi fonetici del paroliere Van Dyke Parks (uno dei principali motivi del contendere tra Wilson e suo cugino Love). E ancora: Gershwin e Disney music (non a caso oggetto degli ultimi due progetti discografici di Wilson), il jazz e l'exotica di "I wanna be around" (resa celebre da Tony Bennett), il gregoriano pop di "Our prayer" e lo scanzonato doo wop di "Gee" (un pezzo dei Crows datato 1953), la filastrocca barocca di "Do you like worms" e la fattoria degli animali di "Barnyard", il crooning sognante di "My only sunshine" e i suoni onomatopeici di "Workshop", l'architettura visionaria di "Vega-tables" (sarà piaciuta a Syd Barrett?) e la marcetta umoristica di "Holidays", l'atmosfera spettrale di "Wind chimes" (con arrangiamenti vocali che gli XTC hanno mandato a memoria) e quella disturbante di "The elements: Fire (Mrs. O Leary's cow"), che nel rievocare il grande incendio di Chicago del 1871 indusse Wilson a ritenersi responsabile dei rovinosi roghi che infiammavano in quei giorni l'area di Los Angeles. Fino ai brani più famosi e celebrati: la frastagliata operetta pop di "Heros and villains" (completa di coda finale, il segmento che inizia con la frase "In the cantina..."), il country&western allo zucchero filato di "Cabin essence", la dolcezza rapita di "Wonderful", lo spleen dell'inarrivabile "Surf's up" (molto bello anche il demo per solo piano e voce, dove Brian mostra le sue affinità elettive con Paul McCartney) e l'estasi esilarante di "Good vibrations", in un profluvio di archi, banjo, ance, steel guitar, armoniche, corni francesi, bassi elettrici, timpani e clavicembali combinati secondo modalità inaudite nello splendore del mono in technicolor. Se ne esce storditi, ammirati, ammaliati. Ma anche un po' dubbiosi, se permettete: non è che ha ragione Mikael Wood del Los Angeles Times, quando scrive che a differenza di altre opere wilsoniane (leggi "Pet sounds") "Smile" non riesce a raggiungere l'equilibrio perfetto tra aspirazione e ispirazione?




(Alfredo Marziano)

TRACKLIST

Cd1
01. Our prayer
02. Gee
03. Heroes and villains
04. Do you like worms (Roll Plymouth Rock
05. I'm in great shape
06. Barnyard
07. My only sunshine (The old master painter/You are my sunshine)
08. Cabin essence
09. Wonderful
10. Look (Song for children)
11. Child is father of the man
12. Surf's up
13. I wanna be around/Workshop
14. Vega-tables
15. Holidays
16. Wind chimes
17. The elements: Fire (Mrs. O Leary's cow)
18. Love to say dada
19. Good vibrations
20. You're welcome
21. Heroes and villains (stereo mix)
22. Heroes and villains sections (stereo mix)
23. Vega-tables (demo)
24. He gives speeches
25. Smile backing vocals montage
26. Surf's up 1967 (solo version)
27. Psycodelic sounds - Brian falls into a piano

Cd2
01. Our prayer dialog (9/19/66)
02. Heroes and villains: Part 1
03. Heroes and villains: Part 2
04. Heroes and villains: Children were raised (1/27/67)
05. Heroes and villains: Prelude to fade (2/15/67)
06. My only sunshine (11/14/66)
07. Cabin essence (10/3/66)
08. Surf's up: 1st movement (11/4/66)
09. Surf's up: Piano demo (12/15/66)
10. Vega-tables: Fade (4/12/67)
11. The elements: Fire sessions (11/28/66)
12. Cool, cool water (version 2) (10/26/67-10/29/67)
13. Good vibrations sessions highlights
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