«ROSSONOEMI - Noemi» la recensione di Rockol

Noemi - ROSSONOEMI - la recensione

Recensione del 28 mar 2011

La recensione

E se dicessi che Noemi sembra il Vasco in versione femminile? Non so se il pensiero sia influenzato dall'uscita del disco di lei in concomitanza con l'uscita del disco di lui, o ancora da "Vuoto a perdere", la perla che il Blasco ha donato alla rossa cantante. Chi lo sa, sta di fatto che ai primi ascolti di "RossoNoemi" (specie con le strofe del brano "Fortunatamente", tutta farina del sacco di lei e uno dei brani migliori del disco) il pensiero può solleticare la mente, salvo poi, ascolto dopo ascolto, rendersi conto di quanto la seconda prova in studio di Noemi sia davvero un disco ricco di personalità. Groove deciso, linea musicale aggressiva e carica di ritmo, sonorità che richiamano a volte gli anni Settanta (a partire dalla copertina del disco) con il funk e la dance, fino ad arrivare al soul degli anni Ottanta: tutto questo e molto altro è "RossoNoemi".
Sembra esserci un passaggio strano una volta usciti dai talent: il primo mini album solitamente ha qualche brano inedito e qualche cover, poi esce un disco di inediti che non sempre soddisfa le aspettative e di conseguenza è difficile riprendersi con il secondo disco.
Per Noemi sembra che il percorso sia stato inverso. Ha pubblicato il suo disco d'esordio l'anno scorso, un album con collaborazioni importanti come quella con Francesco Bianconi dei Baustelle e quella con Fiorella Mannoia nel duetto "L'amore si odia", ma che forse era improntato su un genere di musica italiana in po' troppo "classica" per una come Noemi.
Ed ecco che il secondo disco arriva, come un'urgenza, come un'esplosione, uno scoppio di personalità per una ragazza che ha grinta e umiltà da vendere, che vuole fare l'interprete e non la cantante, che vola a San Francisco per lavorare con Corrado Rustici nello studio dove Santana ha registrato "Supernatural" e nel tempo libero va a visitare la casa di Janis Joplin. Una, per intenderci, che quando la intervisti e le chiedi di fare dal vivo una cover di Mia Martini o della Joplin ti dice che no, non la fa. Ma non per finta modestia, ma perché "Cosa ci sarebbe da aggiungere alle loro canzoni? Uno deve parlare o fare se ha qualcosa di nuovo da dire, altrimenti è meglio stare in silenzio". Eccola Noemi, un casco di capelli rossi in testa, una risata contagiosa e una spontaneità da far spavento. E tutta questa energia, tutto questo movimento misto eccitazione sono racchiusi nelle nove canzoni che compongono "RossoNoemi", dove la schietta e immediata "Odio tutti i cantati" (scritta da un pungente e spesso sottovalutato Diego Mancino) ne è l'emblema: "Per esempio adesso, odio tutti i cantanti. Odio tutto l'amore del mondo".
"RossoNoemi" raccoglie poi brani con atmosfere cariche di tensione ma melodiche allo stesso tempo come "Sospesa" fino ad arrivare a "Dipendenza fisica", caratterizzata da una produzione internazionale, travolgente, con chitarre e sezione ritmica che la fanno da padrona e che creano un ottimo tappeto per la voce graffiante e profonda di Noemi.
Ci sono canzoni prorompenti come "Up!" con il suo intro rhythm and blues e la grinta del testo, ma c'è spazio anche per brani più intimi come delicata "Poi inventi il modo", scritto da Federico Zampaglione, che cattura per via del testo, della melodia, e del cambio musicale all'inizio della seconda strofa che rende il brano morbido e irresistibile, senza parlare della bellissima "Vuoto a perdere", scritta per lei da Vasco e Curreri e che sembra nata apposta per essere cantata da lei.
E' brava Noemi, è un'ottima interprete che conosce i suoi limiti ma che si impegna per superarli, piano, passo dopo passo. "Sono diventata grande senza neanche accorgermene" ha scritto Vasco per "Vuoto a perdere", e forse aveva ragione, mai frase più azzeccata può essere pensata per Noemi, dove il "grande" non è inteso anagraficamente ma artisticamente parlando sì.



(Daniela Calvi)

Tracklist:
"Up!"
"Fortunatamente"
"Vuoto a perdere"
"Sospesa"
"Dipendenza fisica"
"Odio tutti i cantanti"
"Poi inventi il modo"
"Musa"
"Le luci dell'alba"
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