Recensioni / 14 mar 2011

Soundgarden - LIVE ON I5 - la recensione

Recensione di Gianni Sibilla
LIVE ON I5
Universal (CD)
Adesso si inizia a capire meglio la strategia della reunion dei Soundgarden. Annunciata a spron battuto ormai quasi un anno e mezzo fa, ha prodotto ben poche cose: qualche concerto sparso, una raccolta con un vecchio inedito, e poco altro.
Mentre la band annuncia l'intenzione di andare in studio per registrare degli inediti - e anche se nel frattempo Chris Cornell è in giro con un tour solista in acustico - il 22 marzo uscirà questo disco dal vivo. E' chiaro, anche se non esplicitato fino in fondo, che i quattro se la stanno prendendo con calma, che stanno facendo piccoli passi in mezzo a impegni già presi - Matt Cameron, per esempio, ha continuato a fare il batterista dei Pearl Jam.
Questo disco è anch'esso tratto da materiale d'archivio: raccoglie diverse performance tratte dal tour del 1996, ovvero il tour che seguì la pubblicazione dell'ultimo album di inediti, "Down on the upside". Non uno dei periodo musicalmente più felici della band di Seattle, a dire la verità.
Ma almeno, questa volta il gioco vale la candela: "Live on the I5" (la I5 del titolo è la "Interstate 5" che percorre la west coast americana) ripresenta il suono migliore della band di Cornell e soci. Il suono zeppeliniano rivisitato, pesante e chitarristico, la faccia più scura del grunge: basta sentire la stupenda versione di "Rusty cage", o le due cover presenti: una cupa rivisitazione di “Helter skelter” dei Beatles e una di “Search and destroy” degli Stooges.
C'è spazio anche per una versione minimale di "Black hole sun", eseguita alla chitarra elettrica dal solo Cornell, e molto materiale dai primi dischi, oltre a qualche canzone più recente e più debole (come "Dusty").
"Live on I5" è un disco solido, che ricorda perché al tempo si amava così tanto questa band. Certo, è un disco che sarebbe potuto uscire a prescindere dalla reunion, e qualche dubbio sulla strategia di quest'ultima rimane. Ma qua c'è buona musica di una grande band, e questo è quanto basta.