«JOY TO THE WORLD - Pink Martini» la recensione di Rockol

Pink Martini - JOY TO THE WORLD - la recensione

Recensione del 06 dic 2010

La recensione

Che la discografia sia purtroppo in crisi è inutile e superfluo ricordarlo. Stiamo parlando di numeri, non di qualità musicale che è tutto un altro discorso. L’unico periodo dell’anno in cui qualcosa, in termini di supporti musicali, si muove – sempre di numeri si parla – è quello natalizio. E allora qualche tempo prima della natività si lancia la corsa alla pubblicazione di tutto quanto si può stampare: box celebrativi, ristampe ad hoc, deluxe e special edition a go-go, greatest hits come se piovesse e cd di cover natalizie. Ricordate “About a boy” ("Un ragazzo", nella versione italiana) il libro di Nick Hornby ? Will, il protagonista, impersonato nella versione cinematografica da Hugh Grant, si permette una vita piena di noia, cd e libri perché ricco erede dei diritti d’autore della canzone di Natale più famosa del Regno Unito scritta anni prima dal padre. Insomma, Natale is business.
Per non fare la parte dello snob con la puzza sotto il naso ed evitare in toto le pubblicazioni di questo genere ne prendo una per tutte. La mia scelta è caduta su “Joy to the world” dei Pink Martini per alcuni motivi: perché il titolo mi ricorda l’omonima canzone dei Three Dog Night a me particolarmente cara, perché queste quattro parole sono un augurio tanto semplice quanto meraviglioso, perché i Pink Martini sono maledettamente bravi e snob quanto basta perché sia una scelta di chi ha la puzza sotto il naso, perché – cosa più importante - è un buon disco.
“Joy to the world” contiene il classico dei classici “White christmas” proposto in due versioni: la prima interpretata elegantemente da China Forbes, la cantante dei Pink Martini, la seconda proposta da Saori Yuki, quella che viene definita la Barbra Streisand giapponese. Per rimanere in tema di classici non manca “Silent night” (“Stille nacht” nell’originale in lingua tedesca”) e una versione “batucada” di “Auld lang syne” che dalle nostre parti è conosciuta come “Il valzer delle candele” e, a dirla tutta, è un traditional del Capodanno. La piccola orchestra di Portland diretta da Thomas Lauderdale si concede un giro del mondo proponendo in lingua originale la stupenda ucraina “Shchedryk”, la composizione di Giuseppe Verdi “La vergine degli angeli”, la sefardita “Ocho kandelikas” che celebra Hanukkah e, sempre per rimanere nelle cose ebraiche, “Elohai, N’tzor”. Divertente e rilassata è “Santa baby” che pare interpretata da Marilyn Monroe, “Little drummer boy” è algida e misurata sottolineata da un suono di tromba millimetrico.
Ogni brano è proposto con maestria dai Pink Martini, è curioso ed interessante, per chi ha qualche minuto da investire (magari nelle pigre e noiose giornate vacanziere, tra una fetta di dolce e l’immancabile frutta secca), risalire alle origini e alle storie che questi brani portano con loro. “Do you hear what i hear?”, ad esempio, fu composta nell’ottobre 1962 da Noel Ragney e Gloria Shayne Baker durante la crisi dei missili a Cuba, quando la tensione tra Usa e Urss raggiunse il massimo livello di guardia e la terza guerra mondiale sembrava fosse a un passo dall’essere dichiarata.
“Joy to the world” è un disco suonato a livelli d’eccellenza, un disco caldo senza essere stucchevole, un disco di canzoni natalizie che se fosse un film sarebbe diretto con la assoluta grazia di Frank Capra, un disco che riesce a catturare lo spirito del Natale meglio di qualunque cosa ciò voglia dire.
Ormai il Natale è alle porte, se, come ogni anno, vi siete ridotti all’ultimo e sono ormai tre anni che al vostro migliore amico regalate un libro, fate qualcosa di originale e rivoluzionario: regalate un cd ! Fate qualcosa di reazionario: regalate un cd con canzoni di Natale ! Fate qualcosa di rivoluzionario e reazionario: regalate questo cd dei Pink Martini !


(Paolo Panzeri)
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