«I LOVE YOU FORTISSIMO - Numero6» la recensione di Rockol

Numero6 - I LOVE YOU FORTISSIMO - la recensione

Recensione del 10 nov 2010 a cura di Daniela Calvi

La recensione

In principio erano Laghisecchi, poi negli anni sono diventati Numero6, mantenendo sempre lo stesso fulcro, lo stesso fuoco, lo stesso centro di gravità permanente: Michele Bitossi alla voce (una bellissima voce) e Stefano Piccardo alle chitarre. "I love you fortissimo" l'abbiamo aspettato per un po', un piccolo assaggio ce lo avevano dato pubblicando l'Ep "Extend Play 2010" uscito a settembre, ma adesso che tra le mani abbiamo tutte e tredici le nuove canzoni, possiamo prenderci il giusto tempo per ascoltarle, gustarle, analizzarle, lasciar perdere, e tornare ancora a sentirle. Il nuovo capitolo dei Numero6 è un disco veloce e dinamico, ironico e spiritoso, ma poi alla fine neanche tanto, perché dice cose serie, mica barzellette.
Si apre con il brano "200 Mg" ("Il vuoto è un gentiluomo che corteggia il centro della notte"), esempio di bella e movimentata canzone pop, come Bitossi e pochi altri nella scena indipendente italiana sanno scrivere (penso a Artemoltobuffa, a Babalot, ai Northpole), e prosegue con le trombe e i fiati di "Maledetta", con controtempi e linee musicali che si inseguono e s'intrecciano.
Sperimentano da anni i Numero6, prima con lo scrittore Enrico Brizzi, con il quale hanno messo in piedi vari reading (il più recente risale al 2009 per il suo libro "Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro"), poi con la collaborazione con Bonnie "Prince" Billy per l'Ep del 2008, "Quando arriva la gente si sente meglio", e anche in questo nuovo lavoro si nota una maggiore consapevolezza, un musica meno calcolata e canzoni più aperte come "Il regno dei no", già presente in "Extend Play 2010" ("Mia madre che canticchia una canzone brutta scritta da un certo Povia in tutta fretta"), la solare "Mutazioni", con una rocambolesca batteria che caratterizza tutto il brano, e "Dell'inadeguatezza", che sembra tanto essere una ben riuscita seconda puntata di "Automatici" del 2006 che anticipa la bellissima e patinata "Wimbledon", che alla lunga rimane uno dei brani più corposi ed essenziali di tutto il disco insieme alla straziante, ironica e autentica "Più di un'esigenza".
Il disco si chiude con due brani, uno in fila all'altro, degni di nota come l'accattivante e incalzante "Chiederti scusa", con un ritornello che rimane in testa sin dal primo ascolto, e la rockeggiante stile anni Sessanta "La purezza di Veronica".
Sono bravi i Numero6, sono ancora una di quelle realtà della scena indie che va mantenuta viva e coltivata giorno dopo giorno, una realtà che possiede romanticismo e cinismo allo stesso tempo, arricchendo il tutto con melodie piacevoli, suoni freschi e testi che si sposano perfettamente con la loro, e la nostra, idea di belle canzoni. Bentornati.



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