«DISSOLUTION - Paolo Benvegnù» la recensione di Rockol

Paolo Benvegnù - DISSOLUTION - la recensione

Recensione del 03 set 2010

La recensione

Non so se Benvegnù lo faccia di proposito o meno, ma ha questa capacità di far rimanere i suoi fan appesi a un filo, spaesati ad attenderlo, a sperare in un suo nuovo album o in nuovo Ep, poi invece ecco che spiazza tutti e pubblica un album dal vivo dal titolo "Dissolution". I Paolo Benvegnù (come lui usa chiamare il suo gruppo) per l'occasione ospitano sul palco un terzetto d'archi e uno di fiati, dando vita ad un interessante e ben registrato disco ripreso durante il concerto al Circolo degli Artisti di Roma lo scorso dicembre. In quattordici canzoni Benvegnù ripercorre alcuni punti fondamentali della sua carriera solista e degli anni passati come leader e chitarrista degli Scisma. Ad aprire e a chiudere "Dissolution" ci sono due chicche: la prima è una nuova versione in studio di "Io e il mio amore" inedito inserito nel 2009 nel progetto degli Afterhours "Il paese è reale", e la seconda è una cover - sempre registrata in studio - di "Who by fire" di Leonard Cohen più essenziale e asciutta, ma altrettanto intensa come l'originale.
Il resto dei brani propone il meglio di "Piccoli fragilissimi film", primo album solista di Paolo pubblicato nel 2003, con brani indimenticabili e sempre più coinvolgenti come "Il sentimento delle cose", meno delicata e più cruda, una dolce e fiabesca "Quando passa lei" e un'elettrizzante "Suggestionabili".
Archi, fiati e sezioni ritmiche marcate caratterizzano forse un po' di più la prima parte dell'album, dedicata maggiormente al secondo album di Benvegnù, "Le labbra", uscito nel 2008. Bellissime le vesioni live di "La peste" e "Il nemico", coinvolgenti quelle di "La distanza" e "La schiena".
Qua e là c'è spazio anche per qualche brano del vecchio repertorio degli Scisma con "Jetsons highspeed" e "Troppo poco intelligente" di "Armstrong" del 1999 e un'emozionante versione di "Rosemary plexiglas", dall'omonimo album del 1995 prodotto da Manuel Agnelli e in questa versione eseguita insieme al leader degli Afterhours.
Spiace, forse solo a me, chissà, che dal disco sia rimasta fuori "Nel silenzio", ma la mancanza viene ricolmata abbondatemente da una commovente versione di "Cerchi nell'acqua", una di quelle canzoni che in qualunque modo viene rappresentata e interpretata è un po' l'emblema dell'educazione sentimentale di cui tanto Benvegnù ci ha parlato e cantanto e raccontato e suonato negli ultimi anni.

(Daniela Calvi)

Tracklist:
“Io e il mio amore”
“La schiena”
“La distanza”
“La peste”
“Il nemico”
“Il sentimento delle cose”
“Quando passa lei”
“Suggestionabili”
“Jetsons highspeed”
“E’ stupido”
“In dissolvenza”
“Rosemary plexiglas” con Manuel Agnelli
“Troppo poco intelligente”
“Cerchi nell’acqua”
“Catherine”
“Who by fire” cover di Leonard Cohen
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