Recensioni / 14 giu 2010

Jack Jaselli - IT'S GONNA BE RUDE, FUNKY, HARD - la recensione

Recensione di Gianni Sibilla
IT'S GONNA BE RUDE, FUNKY, HARD
GGS (CD)
Ve ne avevamo parlato qualche tempo fa, di questa giovane band milanese, in uno dei nostri "Selected". Non eravamo stati gli unici, perché Jack Jaselli & co avevano già suscitato gli interessi di diversi addetti ai lavori, e non: i loro concerti in città sono sempre belli pieni.
Ora hanno trovato una distribuzione ed un ufficio stampa: il loro album di esordio "It's gonna be rude, funky, hard..." - uscito qualche tempo fa in digitale e venduto ai concerti - viene ristampato con due nuovi brani – che in realtà sono i due primi singoli del gruppo, “Paper stars” e “The house in Bali”; trova così una distribuzione vera e propria. Finalmente la band avrà la visibilità che si merita.
Perché sono davvero bravi, Jack Jaselli e suoi Great Vibes Foundation (Nik "The Sticks" Taccori, voce e percussioni, Enea "Il Conte" Bardi, basso e tastiere e Fabrizio "Fab" Friggione, voce e chitarre). Il loro è un mix di rock, reggae, black, musica acustica, che il titolo dell’album rappresenta bene. Se proprio vogliamo tirar fuori dei riferimenti, qua in mezzo c’è un po’ di Jack Johnson nelle tracce più acustiche, un po’ del rock sporcato di nero dei Black Crowes , un po’ del grande maestro Bob Marley, che pure i ragazzi rileggono in maniera originale con una versione di “Could you be loved?” che è una delle cose migliori del disco.
Da quando è passato da queste parti, il disco non è mai uscito dal lettore: il che, per una band giovane e con tutte le cose che escono in questo periodo, non è davvero poco. Canta in inglese, e canta bene, l’italianissimo Jack, pure con quel nome un po’ esotico, che è vero e non è d’arte. E i suoi suonano anche meglio, come dimostrano il singolo “I want you” o “Rude, rebel revolution”. Fanno una musica inconsueta, per una band esordiente, e questo è il loro bello: ascoltateli, ne vale la pena.