«INASPETTATA - Biagio Antonacci» la recensione di Rockol

Biagio Antonacci - INASPETTATA - la recensione

Recensione del 16 apr 2010 a cura di Daniela Calvi

La recensione

"Inaspettata" di Biagio Antonacci è un disco carico, almeno quanto lo è lui. E fa bene ad esserlo: da anni vuole puntare al mercato estero, e per farlo al meglio ha anche cambiato etichetta discografica, passando dalla Universal alla Sony Music dove, finalmente, sembra aver trovato un po' di respiro. Antonacci fa bene anche a non risparmiarsi nulla. A partire da Celso Valli e Michele Canova, due dei produttori più esperti che abbiamo in Italia, per questo nuovo disco si è preso sotto braccio un giovane che di nome fa Guido Style e ha puntato in alto anche per quanto riguarda le collaborazioni canore.
I due nomi che saltano all'occhio e incuriosiscono da subito sono quelli di Leona Lewis e dei Club Dogo. Con la star britannica di X Factor, il nostro ha cantato "Inaspettata", brano pronto e confezionato per sfondare le classifiche. L'introduziuone non tradisce le aspettative di un qualunque bel brano di Antonacci, mentre è piacevole e sempre più incalzante il matrimonio tra le due voci e l'apertura del ritornello, specie su quello conclusivo. "Ubbidirò" con i Club Dogo è un altro brano ben riuscito, le strofe cantante da Antonacci sono melodiche, ma il tappeto musicale del ritornello si trasforma in un'ottima base per la rappata dal gruppo milanese. In ogni caso, il disco è pieno di belle canzoni: si apre e si chiude con due brani diversissimi tra loro, il primo, "Vivi l'avventura" che ha un ritmo quasi da discoteca, il secondo "Migrazione" intimo e quasi sussurrato. Ci sono ovunque ritornelli immediati, specie quello di "Se fosse per sempre" (ascoltare per credere), oppure "Buongiorno bell'anima" e "Chiedimi scusa", sicuramente le tre canzoni più belle di tutto quanto il disco.
"Inaspettata" è un album che suona bene, dall'inizio alla fine, scorre piacevole, fluido, senza alti e bassi ma mantenendo sempre il livello musicale, compositivo e di testi alto. Biagio in questa sua ultima fatica in studio c'ha messo la voce (a volte "da gallina", come dice lui), c'ha messo i soldi, perché la produzione è della sua etichetta discografica Iris (e si dice contento e soddisfatto di aver investito su un progetto simile), c'ha messo il cuore e l'ironia (basta leggere alcuni testi per rendersi conto che il nostro sa essere profondo ma senza prendersi troppo sul serio), c'ha messo la passione, l'attenzione per i dettagli... insomma, Biagio c'ha messo tutto quello che poteva metterci.
E anche se durante l'intervista ha dichiarato a Rockol che non ama spiegare le canzoni e che il lavoro del critico uccide un po' il significato dei brani, noi il nostro parere sul suo album l'abbiamo dato: che non ce ne voglia.

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