«HERE LIES LOVE - David Byrne & Fatboy Slim» la recensione di Rockol

David Byrne & Fatboy Slim - HERE LIES LOVE - la recensione

Recensione del 01 apr 2010

La recensione

Strano, curioso e divertente oggetto, questo “Here lies love” (ché di oggetto si tratta: la confezione deluxe contiene due cd, un dvd e un elegante libretto rilegato di 120 pagine). Strana, curiosa e divertente l’accoppiata tra David Byrne e Fatboy Slim, anche se l’ex “testa parlante” ha sempre amato e frequentato i ritmi danzabili; ancora più strana e curiosa l’idea di allestire una pièce di “teatro musicale” attorno alla controversa figura di Imelda Marcos. Non si fa cenno, qui, della sua leggendaria collezione di scarpe (che aveva ispirato una polemica canzone a Mark Knopfler ai tempi del primo disco solista, 1996), né si analizzano a fondo la corruzione del regime o i nefasti crimini commessi dal marito, il dittatore delle Filippine Ferdinand Marcos. Si esplorano piuttosto i suoi complessi e controversi rapporti con la nazione e con Estrella Cumpas, domestica tuttofare e appena meno giovane di lei che si incaricò di allevarla sostituendosi a una madre affetta da gravi disturbi mentali. Una storia d’amore e tradimento, di riscatto sociale e di ascesa vertiginosa al potere, di povertà e di sfavillante jet set internazionale: dunque universale, dunque potenzialmente comprensibile da tutti e auspicabilmente di interesse collettivo. Byrne, il deus ex machina della situazione, s’è lanciato con sacro furore nel progetto che, dopo un paio di uscite pubbliche ad Adelaide e New York, avrebbe voluto tramutare in un disco-show itinerante destinato a portare la Storia e la musica “pensante” sulle piste da ballo. Ci ha rinunciato per mancanza di spazi disponibili, magari troverà altra degna sistemazione. Intanto, nel libretto, spiega dettagliatamente il perché dell’operazione, compilando osservazioni e note storiche a corredo dei testi delle canzoni interpretate da un battaglione di voci quasi tutte femminili, chiamate a impersonare i diversi stati d’animo delle due protagoniste. L’effetto “Evita” e la tipica pomposità del musical sono fortunatamente scongiurati, in un’ora e venti minuti abbondanti si dipana un affresco panoramico e in technicolor che mescola colori latini, musica orchestrale, un po’ di tropical lounge, un pizzico di folk rock cantautorale (la vigorosa “A perfect hand”, con Steve Earle nella parte del giovane senatore Marcos), una dose di funk e di moderna club music e soprattutto tanta disco fine anni Settanta (“Men will do anything” sta proprio dalle parti di Donna Summer e di Giorgio Moroder): in omaggio alle passioni musicali della “farfalla d’acciaio”, frequentatrice del mitico Studio 54 e talmente amante delle discoteche da farsene costruire una, palla a specchio compresa, nella sua residenza newyorkese. Fatboy Slim, accompagnato dal sodale brightoniano Cagedbaby alle tastiere elettroniche, guida le danze manovrando con discrezione loop e beatbox sullo sfondo di chitarre, synth, percussioni, strumenti esotici (cavaquinho, cajón, pandera), archi ed ottoni. Un musical in salsa dance come non se n’erano mai sentiti prima, anche se poi sono le corde vocali delle cantanti a fare la differenza: a Florence Welch di Florence and The Machine tocca il tema introduttivo che intitola il disco (“Here lies love”, “qui giace l’amore”, è l’epitaffio che la Marcos vorrebbe iscritto sulla sua pietra tombale), a Tori Amos e Cyndi Lauper l’epilogo chiave che tutto spiega (Estrella e Imelda si chiedono entrambe perché non sono amate). La Amos ha la voce e la personalità giusta per incarnare la folle madre della first lady (“You’ll be taken care of”), Martha Wainwright accarezza una dolce ballata che Byrne stesso definisce di stile quasi “disneyano”, Lauper, Roisin Murphy, Sia e la bravissima soul singer afroamericana Sharon Jones si scatenano sul dancefloor, Kate Pierson dei B-52’s e Santigold fanno rivivere i Talking Heads del periodo “Speaking in tongues”/”Stop making sense”, Shara Worden alias My Brightest Diamond sfoggia un timbro operistico, la giovane Nicole Atkins fa bella figura nel funk "blaxploitation" “Solano Avenue”, mentre alla voce toccante di Natalie Merchant spetta il brano più minaccioso, apocalittico e “politico” del disco, “Order 1081” (dal nome della legge marziale introdotta nel 1972 dal dittatore). Byrne si conferma un visionario con il cervello sempre in azione, l’effetto sorpresa è assicurato e una volta entrati nella storia se ne resta invischiati. La musica regge, convincono meno i testi, principalmente rielaborazioni o citazioni testuali di dichiarazioni di Imelda o interpretazioni byrniane dei suoi stati d’animo: un po’ troppo didascalici, schematici, forse anche troppo agiografici e accondiscendenti, rivelano una certa fatica a cogliere uno spirito e una mentalità diversa da quella americana. Byrne, non a caso, sembra molto più a suo agio quando si avvicina lui stesso al microfono per raccontare il punto di vista dei filippini (che è poi anche il suo) sui “trogloditi” degli States: gente che indossa jeans sexy, guida macchine gigantesche, naviga su Internet, ascolta 50 Cent, gioca a basket e lavora ossessivamente dalla 9 alle 5 pensando solo al divertimento del venerdì sera e comportandosi in maniera primitiva. Un bel graffio, un ritrattino divertente e surreale, affettuoso e impertinente. Peccato sia un episodio isolato, “Here lies love” non è “True stories”.



(Alfredo Marziano)

TRACKLIST

CD 1
01. Here lies love - Florence Welch (Florence and The Machine)
02. Every drop of rain - Candie Payne & St. Vincent
03. You ll be taken care of - Tori Amos
04. The rose of Tacloban - Martha Wainwright
05. How are you - Nellie McKay
06. A perfect hand - Steve Earle
07. Eleven days - Cyndi Lauper
08. When she passed by - Allison Moorer
09. Walk like a woman - Charmaine Clamor
10. Don t you agree - Roisin Murphy
11. Pretty face - Camille
12. Ladies in blue - Theresa Andersson

CD 2
01. Dancing together - Sharon Jones
02. Men will do anything - Alice Russell
03. The whole man - Kate Pierson
04. Never so big - Sia
05. Please don’t - Santigold
06. American troglodyte - David Byrne
07. Solano Avenue - Nicole Atkins
08. Order 1081 - Natalie Merchant
09. Seven years - David Byrne & Shara Worden (My Brighest Diamond)
10. Why don t you love me - Cyndi Lauper & Tori Amos
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