«OF THE BLUE COLOR OF THE SKY - Ok Go» la recensione di Rockol

Ok Go - OF THE BLUE COLOR OF THE SKY - la recensione

Recensione del 12 gen 2010 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Agli Ok Go bisognerà sempre riconoscere il ruolo di gruppo simbolo di questi tempi. Si sono inventati un modo nuovo di comunicare la musica, con i loro video surreali, dal balletto in cortile di “A million ways” a quello sui tapis roulant di “Here it goes again”. Con la loro contagiosa semplicità questi filmati hanno sancito la morte del videoclip costoso e schizofrenico, e la sua rinascita su YouTube sotto le nuove spoglie dello user generated content. “Here it goes again” ha proiettato la band ovunque, guadagnandosi visibilità e parodie (addirittura nei “Simpsons”, e anche in Italia si è vista la Hunziker imitarlo in prima serata su Canale 5).
Questo nuovo album, il terzo del gruppo americano, arriva a 3 anni e mezzo da “Oh no” con le inevitabili grandi attese e attenzioni. E’ stato preceduto da un paio di altri video, "Wtf?" decisamente è più elaborato; sempre un miniballetto coreografato e girato in unica ripresa, ma questa volta con l’uso di effetti speciali: sul canale YouTube del gruppo trovate un backstage che ne spiega la realizzazione . Più recente (e più divertente) quello di "This too shall pass" . Eh già, vedendo questi video, uno potrebbe pensare: che si siano un po’ montati la testa? E poi, la domanda fondamentale: sì, va bene i video, ma la musica?
“Of the blue colour of the sky” è un disco tutto sommato lontano dal power pop scanzonato delle loro due canzoni più note, come dimostra già “WTF”, la canzione del nuovo clip. E’ un disco per stessa ammissione della band più scuro: ci sono sonorità funky, falsetti alla Prince, suoni anni ’80, persino un po’ di vocoder (“Before the earth was round”). Insomma meno melodia, e chitarre meno dirette. Chi si accosterà all’album pensando a “Here it goes again” rimarrà spiazziato. Non che il risultato sia male: anzi, “Of the blue colour of the sky” è un buon disco, un po’ discontinuo non tanto nelle sonorità quanto nella scrittura delle canzoni: alcune, come il singolo, sono molto piacevole. Altre, come la già citata “Before the earth was round” sono noiosette.
Il risultato complessivo è che gli OK Go sono una buona band con ottime idee di comunicazione. E forse anche in questo sta il loro essere simbolici di questo periodo in cui passiamo più tempo a discutere delle forme della musica più che della musica in sé.



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