«WAITING FOR YOU - King Midas Sound» la recensione di Rockol

King Midas Sound - WAITING FOR YOU - la recensione

Recensione del 11 gen 2010 a cura di Ercole Gentile

La recensione

L'etichetta Hyperdub è un nome già noto agli amanti del cosiddetto genere dubstep, ovvero un incontro tra sonorità electro-minimal, dub e qualcosa di black. Sicuramente il disco che ha più contribuito alla popolarità della label londinese è stato “Untrue” di Burial, lavoro che nel 2007 ha colpito nel segno uscendo dal settore di nicchia conquistando pagine importanti sulla stampa specializzata di tutto il mondo.
Ora ecco forse l'opportunità di bissare il fenomeno con “Waiting for you”, il primo disco dei londinesi King Midas Sound. In realtà la mente del progetto è tutt'altro che un debuttante: Kevin Martin da anni milita infatti nel mondo della musica elettronica (ma non solo), in diverse realtà tra cui The Bug, Techno Animal e God.
In questo nuovo progetto (che già la scorsa primavera fece intravedere ottime cose con l'EP “Cool out”) al suo fianco ci sono il poeta/musicista originario di Trinidad Roger Robertson e la musicista/illustratrice giapponese Kiki Hitomi. I tre si conoscono quasi per caso, tramite amici artisti in comune o lavorando negli stessi studi di registrazione, decidendo poi di collaborare.
Così ecco “Waiting for you”, il cui obbiettivo è, come ha spiegato lo stesso Martin in un'intervista a Rolling Stone “creare un suono sensuale, profondo come l'oceano, da ascoltare col tuo partner rientrando a casa dopo il club”.
Lo scopo è raggiunto: l'album ha un sound sicuramente profondo, aggiungerei cupo, a tratti quasi claustrofobico, ma anche speranzoso e illuminato, con voci talvolta chiaramente black, altre quasi infantili. Ci sono il trip-hop dei Portishead, il dub e lontanissimi echi di soul. Loro citano tra le influenze Radiohead, Cody Chesnutt, Tv On The Radio, Aphex Twin: ci stanno, ma sicuramente c'è di più, un background talmente radicato da non esserci bisogno di citarlo, un tappeto fatto di elettronica underground e sette pollici dub/reggae giamaicani.
A risaltare sono canzoni come “Meltdown”, con la voce nera di Robertson che si esalta su una buia base trip-hop; la fantastica “I man” perfetta fusione tra giorno e notte, bene e male, dub rarefatto e cantato reggae, come l'odore dell'aria di una finestra aperta in un'alba sudata di Londra. E ancora “Cool out”, “Waiting for you” e “Goodbye girl con le loro atmosfere tipicamente step sulle quali si allunga l'ombra di Tricky e “Outer space” con la voce infantile della Hitomi su una ritmata (ma sempre oscura) base dub.
Insomma, se non avete paura del buio il sound dei King Midas Sound si trasformerà per voi in oro. Perché la notte, prima o dopo il club o dovunque siate stati, c'è più intimità e “Waiting for you” contiene proprio la misteriosa miscela che rende l'oscurità tanto attraente.

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