«IL PRIMO BACIO SULLA LUNA - Cesare Cremonini» la recensione di Rockol

Cesare Cremonini - IL PRIMO BACIO SULLA LUNA - la recensione

Recensione del 17 ott 2008

La recensione

Non si discute: Cremonini è bravo. Se poi riuscisse a giocare meno tra il suo passato e il suo presente, se stesse meno in bilico tra quel filo che lo divide tra la pop band degli esordi e il cantautore, forse avrebbe qualche possibilità di convincere ancora di più.
Si può comprendere il peso – sempre che lui lo ritenga tale – che gli abbia procurato il suo trascorso da leader (e mente) dei Lunapop. Si può comprendere che abbia cercato il modo di affermarsi solista, di far capire che di comporre e di scrivere è ben capace. Ma dopo episodi felici come lo sono stati i suoi precedenti album (soprattutto “Marmellata #25”), ci si aspettava forse qualcosa di più, un disco che lo mettesse là in alto, tra i giovani del futuro.
Intendiamoci, “Il primo bacio sulla luna” è un lavoro fatto bene, ben registrato, ma queste dodici canzoni, al primo ascolto, sembrano un po’ pesantucce.
Il problema è che lo sembrano anche al secondo, al terzo e al quarto passaggio, almeno a chi scrive. Al quinto, forse, ci si riesce ad affezionare a qualche brano in particolare; tolta la piacente ed azzeccata “Dicono di me”, le altre che possono tenere testa al primo singolo, sono l’apri pista “Louise”, la divertente e picchiettante “La ricetta (per curare un uomo)”, la già sentita (come testo, melodia ed arrangiamenti), ma pur sempre ben riuscita “L’altra metà”, e la sdolcinata ma orecchiabile ed immediata “Qualsiasi cosa”.
Per il resto, il buon Cesare, si perde un po’ troppo nelle parole, nelle cose da spiegare, nei sentimenti da dover confermare e dichiarare.
Visto che anche in questo album rimane orientato agli anni Sessanta, a lui non sembra congeniale esprimere tali concetti con melodie che in realtà richiederebbero leggerezza e sintesi. Quando poi evade dal genere Beatles e affini, dà l’idea di trovarsi negli altri stili come un pesce fuor d’acqua: approccia quasi al rythhm’n blues in “Chiusi in un miracolo”, che volendo si apre anche in un piacevole ritornello, se non fosse per il testo che – parere molto personale – non convince; strizza l’occhio ad un tango sporcato da un pizzico di mariachi nella title track “Il primo bacio sulla luna”, ma senza riuscire ad ottenere un buon risultato; fa un giro di valzer nel brano strumentale di chiusura “Cercando Camilla”.
Insomma: Quanta roba. Bravo, senza ombra di dubbio, ma non abbastanza. O meglio - e con un po’ di dispiacere - non come ci aspettavamo.

(Daniela Calvi)

Tracklist:

“Louise”
“Dicono di me”
“Le sei e ventisei”
“La ricetta (per curare un uomo solo)”
“Il pagliaccio”
“L’altra metà”
“Qualsiasi cosa”
“Chiusi in un miracolo”
“Figlio di un re”
“Dev’essere così”
“Il primo bacio sulla luna”
“Cercando Camilla”
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