«HEY MA - James» la recensione di Rockol

James - HEY MA - la recensione

Recensione del 29 apr 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

C'era una volta Manchester. Che da anni è la capitale del calcio inglese, ma tra gli anni '80 e '90 lo era anche della musica. C'era una “scena” (ammesso che poi i protagonisti la percepissero come tale) e c'erano alcuni protagonisti. Su tutti Tony Wilson, storico fondatore dell'Hacienda e della Factory Records (quella di Joy Division e New Order).
I James, che della “scena di Manchester” sono stati uno dei nomi di punta, erano nel bel mezzo della lavorazione del loro primo disco in sette anni, il primo dopo uno scioglimento e una reunion, quando è arrivata la notizia della morte di Tony Wilson, lo scorso 10 settembre. “Hey ma” è dedicato a lui, ed è giusto così: i James sono in tutto e per tutto il prodotto sonoro di quella città, una miscela tra pop e sperimentazione che li ha portati al sucesso di massa e ad una credibilità notevole.
L'incrocio tra melodia e improvvisazione è raccontato nelle (microspiche) note di copertina del disco: è un metodo che i James hanno imparato dal produttore che li ha portati al loro maggior successo, Brian Eno, che lavorò con la band dai tempi di “Laid” in poi: lunghe jam strumentali, condotte separatamente dai musicisti, poi rimontate e trasormate in canzoni. Nelle 11 canzoni di questo Cd si sente soprattutto il pop-rock, melodie epiche che sanno di U2, anche per la tendenza a creare atmosfere più complesse: i James hanno una capacità strumentale che molte pop band non hanno, e gli esiti di queste jam si sentono soprattutto nella cura e nella freschezza dei suoni.
A ben vedere “Hey ma” non è un disco particolarmente originale, assomiglia a molte delle cose già fatte in passato: canzoni come “Upside” e “Semaphore” sono il lato più intenso della band, “Whiteboy” quello più pop, con un attacco che ricorda “Sit down”, il loro maggior successo. Ma è uno di quei ritorni che fanno piacere, per una band che da noi è sempre stata troppo sottvalutata: non è mai troppo tardi per riscoprirla.

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