«IF I COULD ONLY REMEMBER MY NAME - David Crosby» la recensione di Rockol

David Crosby - IF I COULD ONLY REMEMBER MY NAME - la recensione

Recensione del 06 feb 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ci sono dischi racchiudono un mondo. Lo raccontano con le parole, con i suoni, con le immagini che li accompagnano. Tutti i dischi, quelli che hanno un valore, lo fanno almeno un po'. Poi ci sono i capolavori, capace di ricreare in pochi secondo un posto, un luogo, un tempo. La California tra fine anni ’60 e primi anni ’70: ecco “If I could only remember name”, il capolavoro di David Crosby.
Un personaggio incredibile, Crosby: sempre al centro della musica popolare americana, eppure sempre un po’ in ombra. Uno dei fondatori dei Byrds, e poi in Crosby Stills Nash & Young, e in entrambi i casi era quello che scriveva le canzoni più oniriche, quello che con la sua voce creava le armonie più impossibili, ma sempre un passo indietro ai suoi compari (da Roger McGuinn a Stills), più primedonne di lui. Finalmente nel 1971 fa un passo avanti e pubblica il suo primo disco solista, che rimarrà l’unico per 17 anni (con “Oh yes I can” risponderà alla domanda del titolo…). Una carriera discontinua, la sua – anche per problemi di salute dovuti ai suoi noti eccessi –, passata dentro e fuori da varie formazioni (le varie incarnazioni di CSN&Y, la band CPR con il figlio Raymond) e poco spazio alle uscite soliste. Finalmente gli si sta dando – giustamente – un po’ di dignità, in questo periodo, con la pubblicazione di “Voyage”, un box triplo, e la ripubblicazione di questo capolavoro, ad opera della benemerità Rhino, da anni ormai etichetta senza rivali nella ristampe della musica popolare americana.
Bastano le prime note di “Music is love” per innamorarsi di questo disco, con quel suo incidere sognante, con quelle voci che si intrecciano (Nash & Young), ed è un vero “trip”: se non la si conoscesse, è così che ci si immaginerebbe la musica California. “If I could only remember my name” è un disco vecchio, nel senso che è inscindibilmente legato al momento in cui è stato creato, e quel mondo lo riproduce alla perfezione. Ma è un disco godibilissimo ancora oggi, un capolavoro non solo per il suo valore storico, ma per la sua musica. Questa ristampa cerca di rendergli giustizia soprattutto dal lato sonoro – il secondo dischetto riproduce l’album in formato DVD audio. Per il resto è abbastanza parca di novità: un solo inedito, la lunga “Kids and dogs”, nonostante da anni girino sottoforma di bootleg outtakes e versioni alternative varie dei brani qua contenuti. Un peccato non averle incluse, anche se il packaging e le ottime note di copertina sono una parziale consolazione.
Insomma, una ristampa soprattutto per due tipologie: audiofili e neofiti: per chi non conosce questo lavoro o questo personaggio, è un’ottima occasione.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.