Recensioni / 17 set 2006

Edoardo Bennato - SALVIAMO IL SALVABILE - la recensione

Recensione di Alessandro Liccardo
SALVIAMO IL SALVABILE
Sony Bmg (CDx3) (CD)
Quarant’anni fa esordiva, con due canzoni scritte per Bobby Solo (“Era solo un sogno” e “Le ombre”), registrate dal vivo e incise per l’etichetta Parade, un ragazzo di Campi Flegrei amante del blues e del rock’n’roll, destinato ad essere riconosciuto dal grande pubblico come un originale “menestrello del rock”, primo in Italia ad esibirsi con l’armonica a bocca. Quest’anno, complici il sodalizio con Alex Britti e un singolo indovinato, Edoardo Bennato è tornato ad essere un re dell’estate. Non esce dunque a caso questa generosa retrospettiva, curata dal produttore Alessandro Colombini che introdusse l’artista, alla fine degli anni Sessanta, all’etichetta Numero Uno di Lucio Battisti e Mogol e che produsse i suoi album storici per la Dischi Ricordi.
Sono qui racchiuse trentotto canzoni, da “Non farti cadere le braccia” del 1973 a “Sono solo canzonette” del 1980, disco ispirato alle avventure di Peter Pan. Ma c'è spazio anche per tre episodi più recenti: “Ogni favola è un gioco” del 1983, tratta da un disco (“E’ arrivato un bastimento”) che al tempo riscosse un successo piuttosto modesto, ma che è stato riproposto l’anno scorso con la collaborazione di ospiti come Morgan, Irene Grandi, Roy Paci, Neffa, Raf, Jovanotti e Piero Pelù; “Viva la mamma” (del 1989) è un divertente evergreen arrivato dopo un susseguirsi di alti e bassi, mentre “Le ragazze fanno grandi sogni” – rispolverato in occasione di una fortunata serie di spot televisivi per una nota compagnia telefonica – risale al 1995.
Se da una parte è ottimo l’intento di Colombini di concentrarsi sul periodo migliore della carriera di Bennato, e di dare risalto a canzoni che non hanno ricevuto al tempo un’attenzione adeguata, dall’altra restano alcuni dubbi su chi possa essere il "cliente tipo" di questo triplo CD. I fan potranno apprezzare la rimasterizzazione e un bel libretto contenente disegni e testi, ma è un peccato che non siano state ritenute “salvabili”, specialmente a vantaggio del semplice curioso, canzoni come “Lei non è qui… non è là”, composta insieme a Bruno Lauzi, “Franz è il mio nome”, “Il professor Cono” e “Ma che sarà”. Clamorosa l’assenza di “Quando sarai grande”, unica canzone del capolavoro “Burattino senza fili” esclusa dal cofanetto. Dispiace inoltre che “Uffa! Uffa!” sia rappresentato solamente da due canzoni, e che manchi all’appello il pezzo che dà il titolo all’album, un’invettiva punk contro la guerra tra Stati Uniti ed Iran registrata con i Gaznevada. Sarebbe stato interessante riascoltare i primi 45 giri della Numero Uno, vale a dire “Marylou”, con un testo scritto da Mogol ed inserito, l’anno scorso, in un box celebrativo del paroliere, “La fine del mondo”, “1941” (rifacimento in italiano dell’omonima canzone del mai abbastanza celebrato Harry Nilsson), “Vince sempre l’amore”, “Goodbye Copenhagen” e “Marjorie”.
Altre chicche che avrebbero reso senz'altro più gustosa l’operazione sono “Parli di preghiere”, il raro lato B di “Meno male che adesso non c’è Nerone”, e quattro canzoni pubblicate dopo il successo di “Sono solo canzonette” unicamente su singolo: “E invece no” (cover di Ry Cooder), “Canta appress’ a nuje” (ricantata pochi anni fa dai Neri Per Caso), “Nisida” e “A freva a quaranta”.
Insomma, a tratti questo box lascia perplessi, anche perché la carriera di Bennato è costellata da concept album, alcuni dei quali brillanti nella loro interezza. Un motivo in più per sperare che tutti questi dischi vengano presto ristampati con un accurato restauro sonoro digitale, e un artwork più accattivante di quello dei compact disc attualmente in commercio.