«LOVE, ANGEL, MUSIC, BABY - Gwen Stefani» la recensione di Rockol

Gwen Stefani - LOVE, ANGEL, MUSIC, BABY - la recensione

Recensione del 19 gen 2005 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Se si dovesse recensire questo disco in base alla simpatia che il sottoscritto nutre per Gwen Stefani, il giudizio sarebbe sicuramente positivo. La frontman dei No Doubt è bella, sensuale, simpatica, rock’n’roll style. Insomma, è quasi impossibile non avere una sorta di ammirazione nei confronti di questa affascinante cantante e attrice (interpreta Jean Harlow in “The Aviator”, l’ultimo film di Martin Scorsese) americana.
Se si dovesse recensire questo disco in base ai produttori che hanno partecipato alla realizzazione di “Love Angel Music Baby”, in base al successo ottenuto dai brani, propri o altrui, a cui hanno messo mano queste personalità della musica statunitense, non si potrebbe fare altrimenti che inchinarsi al loro cospetto. Nei crediti compaiono infatti Dr.Dre (ne sa qualcosa un certo Marshall Mathers), Andrè 3000 degli Outkast, i Neptunes (aka N.E.R.D.), Linda Perry (ex 4 Non Blondes e già collaboratrice di Pink) e l’ex compagno di Gwen (nonché bassista dei No Doubt) Tony Kanal. Gli ingredienti per la riuscita di un ottimo “piatto” ci sono tutti, non c’è che dire. Ma un disco va recensito (perlomeno, andrebbe) non in base a questi fattori (perlomeno non solo), ma per quello che realmente offre, insomma per la musica che contiene, non per la “confezione”.
“Love Angel Music Baby” è un lavoro discreto, e scorrendo la lista dei produttori non è difficile intuire quale possa essere il genere musicale trainante di questo primo capitolo discografico di Gwen. L’R&B? Esatto! Come prova basta ascoltare “Rich girl” (con la partecipazione di Eve), “Hollaback girl” scritta dai Neptunes, “Long way to go” (prodotta e cantata con l’Outkast Andrè 3000) e “Luxurious”.
Niente da dire, sono canzoni di ottima fattura, dal ritmo trainante e ballabile, ma episodi di questo genere ultimamente ne sono stati prodotti davvero tanti: insomma pur essendo degli ottimi brani forse è lecito attendersi qualcosa di diverso dalla frizzante Gwen, qualcosa che osi spingersi un po’ oltre gli standard. Infatti quando questo avviene, ecco che i risultati migliorano nettamente: nascono così canzoni come lo splendido electro-pop di “Bubble Pop Electric”, cantata in duetto con Johnny Vulture (alter ego di Andrè 3000, protagonista del video di “Hey ya”), l’aggressivo pop di “Danger zone”, oppure il singolo danzereccio “What you waiting for?”, con le chitarre rock a fare da sottofondo alla spinta della musica elettronica ed alla carica vocale di Gwen Stefani.
Completano la “ricetta” alcuni episodi pop nei quali si odono i passi del fantasma di Madonna, brani iper-prodotti, ma che sinceramente non lasciano un segno indelebile: ascoltare ad esempio “Cool”, “Serious” e “The real thing”.
Insomma “Love Angel Music Baby” è sicuramente un disco i cui singoli verranno programmati allo sfinimento in radio, un disco che avrà successo. Da questo lavoro era però legittimo attendersi delle sonorità più rock, che ricalcassero un po’ lo stile sbarazzino della protagonista, come è forse legittimo supporre che questo disco non resterà a lungo nelle nostre playlist, ma scivolerà via insieme all’inverno. Probabilmente era proprio questo lo scopo della bella Gwen: divertirsi e far divertire per un po’ il grande pubblico. Senza grosse pretese. Chissà, soprattutto di questi tempi, forse ha ragione lei.

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