«HOT FUSS - Killers» la recensione di Rockol

Killers - HOT FUSS - la recensione

Recensione del 25 nov 2004 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Uno dice “Las Vegas” e subito si evoca un’immagine di falso sfarzo, pomposità e soldi facili. Insomma, il lato più deleterio e fanfarone, ma anche quello più divertente e kitch, del “sogno americano”.
Se uno associa la musica a Las Vegas, il risultato è la decadenza: finita la stagione dei Sinatra e degli hotel, dopo Elvis Las Vegas è un buen retiro di artisti di grande successo, che vanno a svecchiare, o semplicemente a fare le attrazioni in pianta stabile, come Celin Dion.
E’ una sopresa scoprire che un gruppo come questi Killers arrivino da un luogo del genere. Una dimostrazione che i preconcetti geografici – uno degli strumenti di valutazione preferiti dai “critici” – ogni tanto non funzionano. Perché questi killers sono un gruppo rock, magari con accenni musicali un po’ kitsch in alcuni momenti, ma di un kitsch di origine completamente diversa. Un kitsch europeo e anni ’80, quello del pop elettronico e tastieroso che – raconta la biografia del gruppo – il cantante e autore Brendan Flowers si è portato dietro dal gruppo precedente blush response.
Il suono dei Killers è un piacevolissimo ibrido tra il rock irregolare americano anni ’80 – quello rilanciato dagli Interpol – e il synth-pop dello stesso periodo. I Killers non hanno lo stesso spessore degli Interpol, ma sono più diverntenti. Il singolo “Somebody told me” è un perfetto esempio: una canzone “catchy” ma non stupida, con chitarre taglienti su un tappeto di tastiere retrò. Non è un caso che questo gruppo debba il suo nome ai New Order (che lo usarono come pseudonimo in un video), maestri nel fondere suoni sintetici con attitudine.
Insomma, “Glamourous indie rock ‘n’ roll”, come recita il titolo di una canzone, che deve anche qualcosa agli anni ’70, come il titolo lascia supporre. Rimane da capire cos’abbiano di “indie” tutti questi gruppi come i Killers, che ormai debuttano direttamente su major come la Universal. Forse l’attitutidine, che nel caso dei Killers sfiora la posa, senza mai però rendere fastidiosa o pomposa la musica.
Insomma, basta prenderli per quelli che sono: un buon gruppo di rock divertente. “Hot fuss” è un buon disco, che non fa gridare al miracolo come nel caso dell’ultimo lavoro degli Interpol, ma che lascia comunque una piacevole voglia di essere riascoltato.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.