«ABSENT FRIENDS - Divine Comedy» la recensione di Rockol

Divine Comedy - ABSENT FRIENDS - la recensione

Recensione del 31 mar 2004

La recensione

Magari è un po' difficile provare simpatia per le pose da dandy britannico di Neil Hammon, uno abbastanza pretenzioso da chiamare il suo gruppo "Divina Commedia". Anzi, il suo ex-gruppo, visto che adesso è rimasto l'unico titolare della sigla. Anche da solo, Hammon non teme di affrontare progetti ambiziosi e in questo nuovo "Absent friends" torna a misurarsi con il pop orchestrale che aveva già frequentato in passato. Una scelta non priva di rischi, se non altro perché implica il confronto con pesi massimi del passato come Burt Bacharach, o con celebrati eroi di culto come Scott Walker (dei quali non è difficile immaginare una presenza massiccia nella collezione di dischi di Hammon). L'operazione si può dire tutto sommato riuscita. Non che Hammon arrivi ai vertici di Bacharach: gli manca la facilità melodica da grande autore pop, ma riesce comunque a scrivere pezzi convincenti. Difficile che un album del genere riesca a richiamare il grande pubblico, ma ha tutti i numeri per diventare un titolo di culto, più o meno grande. Hammon guarda al musical, alle colonne sonore degli anni ‘60, alla canzone d'autore francese e ha una voce che si adatta bene ad arrangiamenti che fanno grande uso di archi. In più, riesce a non farsi prendere dalla voglia di esagerare e si mantiene più o meno nei limiti di durata di un vecchio LP (intorno ai 45 minuti) e ha la capacità di bilanciare i momenti più carichi di pathos ("The wreck of the beautiful" o "Leaving today" ad esempio) con episodi più leggeri come il singolo "Come home Billy Bird". Certo, bisogna avere una certa predisposizione al pop sofisticato per apprezzare un lavoro del genere (in altre parole, gli appassionati di rock si tengano pure alla larga: non c’è neanche uno straccio di chitarra elettrica in circolazione) e apprezzare certe esagerazioni: la musica di Hammon fa pensare a un filmone drammatico o a gesti grandiosi, inseriti però in una cornice di eleganza e “understatement” del tutto britannici.

(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST

01. Absent friends
02. Sticks & stones
03. Leaving today
04. Come home Billy Bird
05. My imaginary friend
06. The wreck of the beautiful
07. Our mutual friend
08. The happy goth
09. Freedom road
10. Laika's theme
11. Charmed life
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