«LE STAGIONI DEL NOSTRO AMORE - Franco Battiato» la recensione di Rockol

Franco Battiato - LE STAGIONI DEL NOSTRO AMORE - la recensione

Recensione del 21 dic 2003 a cura di Franco Zanetti

La recensione

Nella seconda metà degli anni Sessanta Franco Battiato, appena arrivato a Milano dalla natia Ionia (oggi Riposto) riuscì - non senza fatica - a debuttare come cantante, pubblicando un mazzetto di 45 giri che nel tempo sono diventati croce e delizia dei collezionisti. Finalmente alcune delle canzoni di quei singoli vedono ufficialmente la luce su supporto digitale: sono dieci brani, e sono raccolti nel secondo Cd di questa compilation a prezzo speciale (due dischi al prezzo di uno) che include, come bonus tracks, anche tre tracce video (“La stagione dell’amore”, “E ti vengo a cercare” e “Stranizza d’ammuri”, in versioni live tratte dalla videocassetta di “L’imboscata tour”, 1997).
Avendo contribuito alla progettazione di questo disco non sono il più indicato a esprimere su di esso un giudizio critico; né, del resto, le 10 canzoni riscoperte e riproposte si prestano ad una valutazione prettamente qualitativa. Le prime quattro vanno ascritte alla breve epoca del beat italiano: “La torre”, “Le reazioni” (i due brani di un singolo del 1967 prodotto da Giorgio Gaber), “Il mondo va così” e “Triste come me”, i due brani del secondo singolo dello stesso anno. Sono canzoni che oggi, a 36 anni dall’uscita, suonano abbastanza ingenue e datate; come ingenuamente pretenziosa suona “Vento caldo”, lato A di un singolo poi uscito (ma forse mai distribuito) nel 1971: è la versione cantata (con un testo d’occasione) del Concerto N° 1 per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore di Ciaikovski. Più attuale mi pare invece “E’ l’amore”, che fu il primo piccolo successo di classifica di Battiato: uscì nel 1968 su singolo, abbinata con “Fumo di una sigaretta” (qui pure compresa), ed è ancora oggi un brano gradevole e suggestivo.
L’elenco dei brani riscoperti per questo disco si completa con altre tre canzoni uscite su singoli fra il 1968 e il 1969: “Bella ragazza”, “Sembrava una serata come tante” e “Gente” - composizioni magari non memorabili, ma che rappresentano le ultime produzioni “pop” di Battiato prima della conversione alla sperimentazione che segnò l’attività del musicista negli anni Settanta.
Rimando al libretto del Cd per indicazioni più dettagliate; lì non c’è scritto, però, quello che qui posso invece scrivere. L’autore e interpete di queste canzoni non è particolarmente lieto della loro pubblicazione; Battiato ha praticamente disconosciuto la propria produzione discografica pre-“Fetus”, produzione che fra l’altro rappresenta una piccola parte del materiale da lui registrato e ancora presente negli archivi Polygram. Legittimo per l’artista pensarla così; però è un peccato che, in questo modo, ammiratori, fans e studiosi non possano accedere a materiale musicale che, comunque la si pensi, costituisce i prodromi di ciò che nei decenni seguenti Battiato ha prodotto e pubblicato. Se non altro, comunque, l’uscita a prezzo di mercato di queste dieci canzoni potrebbe calmierare certi eccessi di prezzo del mercato collezionistico; e già è una ragione che giustifica la loro ripubblicazione.
Nel primo dei due Cd, invece, sono contenuti 16 brani: 15 sono tratti dai tre album pubblicati da Battiato durante il proprio rapporto contrattuale con la Universal (“L’imboscata”, “Gommalacca” e “Fleur(s)”), il sedicesimo titolo - “El cuidado” - è la versione in lingua spagnola di “La cura”; un’altra piccola chicca per i collezionisti.

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