«GIOIA & RIVOLUZIONE - THE BEST OF CRAMPS - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - GIOIA & RIVOLUZIONE - THE BEST OF CRAMPS - la recensione

Recensione del 19 dic 2003 a cura di Franco Zanetti

La recensione

E’ stato presentato al recente MEI di Faenza (edizione che è stata dedicata alla memoria di Gianni Sassi, scomparso dieci anni fa) questo cofanetto con due dischi che, con un titolo suggestivo e un sottotitolo così così (ma la copertina è, felicemente, in pieno stile Cramps: bella anche l’idea di includere una riproduzione, purtroppo miniaturizzata, del famoso manifesto/catalogo disegnato da Andrea Pazienza), raccoglie 25 brani tratti dall’ampio catalogo dell’etichetta.
Alla Cramps e a Gianni Sassi bisognerebbe dedicare un libro, e magari anche un sito Internet (ce n’è uno in via di allestimento, www.giannisassi.it: speriamo che vi si possa trovare anche una discografia completa e dettagliata). Perché Sassi - grafico, pubblicitario, editore, organizzatore di eventi e, anche, discografico - è stato un uomo importante per la cultura italiana: e, come istigatore di produzioni discografiche, resta ineguagliato per la fantasia, la poliedricità e la spregiudicatezza. Rubo le parole a Fabio “Dandy Bestia” Testoni, chitarrista degli Skiantos, che nel libretto allegato al cofanetto scrive: “Gianni Sassi è stato il primo e per adesso unico discografico che è riuscito, in Italia, a proporre sul mercato prodotti d’avanguardia facendoli arrivare a volte anche al grande pubblico senza delegittimarli: un’operazione di alto livello culturale ed estremamente coraggiosa”. Dopo la scomparsa di Sassi, la Cramps e il patrimonio musicale dell’etichetta hanno subìto diverse vicissitudini: Stefano Senardi, quand’era alla Universal, ha cercato di recuperarne una parte, e oggi la Edel sta meritoriamente ripubblicando alcuni titoli del catalogo Cramps (quelli che è possibile rintracciare, dato che la situazione degli archivi è davvero disperante).
Conoscendo la complessità della situazione, sarebbe ingeneroso giudicare questo cofanetto con i consueti criteri (miei) che, come sapete, sono severissimi, perché è ancora raro poter salutare produzioni “storico-discografiche” italiane che rispettino il rigore filologico di analoghe proposte estere. Leggendo la tracklist troverete nomi oggi ancora notissimi, altri così così, altri dimenticati, e noterete che (com’è abbastanza logico) sono i nomi più noti quelli rappresentati da più brani. Ecco, in un cofanetto della Cramps mi sarebbe piaciuto trovare un florilegio ancora più ampio, equilibrato e rappresentativo della straordinaria varietà stilistica che caratterizzò l’etichetta (il cui sforzo più meritorio restano le collane parallele “Nova musicha” e “DIVerso”, dedicate alla musica contemporanea, e da questo cofanetto totalmente - e, ripeto, comprensibilmente - assenti). Oppure mi sarebbe piaciuto che un cofanetto contenesse, che so, tutti i singoli (lato A e lato B) editi dalla Cramps, in ordine cronologico. Ma chissà che prima o poi non si possa fare.
Intanto, in “Gioia e rivoluzione” segnalo con piacere la presenza di Venegoni & Co., degli Arti + Mestieri, dei Take Four Doses, di Claudio Rocchi, degli Electric Frankenstein, dei Windopen, dei Kaos Rock, di Roberto Ciotti: il blues, il rock d’avanguardia, la sperimentazione elettronica, il rock urbano, il punk... roba che allora, parliamo degli anni Settanta/Ottanta, non si trovava facilmente, nei negozi di dischi (beh, neanche adesso, per la verità). Senza nulla togliere, s’intende, agli Area, a Lucio “Violino” Fabbri, a Demetrio Stratos, a Eugenio Finardi, a Alberto Camerini, agli Skiantos, che al cofanetto forniscono la maggioranza del materiale.
Non posso farla tanto lunga, e chiudo con un invito perentorio: se non conoscete la Cramps, questo cofanetto di due dischi dovete comprarlo; se la conoscete, dovete comprarlo lo stesso, perché ci ritroverete - per la prima volta su Cd - parecchia roba che, probabilmente, avevate su vinile e adesso non sapete più come ritrovare. E ne vale la pena, date retta.

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