«NEVER NEVER LAND - UNKLE» la recensione di Rockol

UNKLE - NEVER NEVER LAND - la recensione

Recensione del 06 nov 2003

La recensione

James Lavelle non è mai stato uno dei personaggi più simpatici della musica inglese. La spocchia da genio autoproclamato, lo snobismo che ha spesso contraddistinto le uscite della sua etichetta Mo’ Wax e il sospetto che si limiti ad apporre la sua prestigiosa firma a lavori condotti in gran parte da altri non aiutano a sentirsi ben disposti nei suoi confronti. “Never, never, land” arriva al momento giusto per regolare i conti: Lavelle ha perso da tempo il ruolo di DJ e guru di riferimento delle nuove tendenze e si è giocato pure la collaborazione con DJ Shadow, a cui si deve probabilmente la riuscita di “Psyence fiction”, il primo album firmato UNKLE. Ma l’inventore della Mo’ Wax è riuscito comunque a mettere insieme un buon disco. La sua capacità di richiamare ospiti di grido è rimasta immutata e questa volta sfila una pattuglia che comprende Brian Eno, Robert del Naja (Massive Attack), Jarvis Cocker (Pulp), Josh Homme (Queens of the Stone Age), Ian Brown, Mani (Primal Scream) e Graham Gouldman (10cc). Non si tratta però di una parata di stelle all’insegna del divertimento e del “vogliamoci bene”. Lavelle e gli altri due membri fissi di questa nuova versione degli UNKLE (Richard File e Ant Genn) puntano in un’altra direzione. Quella di “Never never land” è musica per i giorni di pioggia, che utilizza i metodi dell’hip-hop e della dance smarcandosi dagli stereotipi del rap e dall’obbligo di far ballare a tutti i costi. L’approccio non è più una novità, ma funziona ancora semplicemente perché gli UNKLE possono contare su diverse buone idee. Fra i pezzi più riusciti ci sono “Eye for an eye”, che campiona gli Undisputed Truth, “Safe in mind” (con la voce di Josh Homme) e “Reign”, che resuscita metà degli Stone Roses (ci sono Ian Brown alla voce e Mani al basso). Qualche beat (in “What are you to me?” ad esempio) lascia intendere che Lavelle e soci hanno ascoltato quello che è successo nei club inglesi negli ultimi anni, ma è evidente che gli UNKLE di oggi non rincorrono le mode dance. Adesso la questione fondamentale è mantenersi fedeli a uno stile da eccentrici inglesi leggermente paranoici, ma anche capaci di incidere dischi interessanti. Per il momento, missione compiuta.

(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST

04. Safe in mimd (Please get this gun from out my face)
09. Reign
10. Glow
11. Inside
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