«GARAGE MAHAL - Taxiride» la recensione di Rockol

Taxiride - GARAGE MAHAL - la recensione

Recensione del 03 mag 2003

La recensione

Sì, vabbè, è quella roba lì. Non morde, non graffia (quasi mai), non brucia. Non lascia tracce sulla pelle e nemmeno nelle orecchie. È un disco. Punto. L’opera seconda di un gruppo di bravi ragazzi australiani, cresciuti a pane, pop e (scusate l’allitterazione) un po’ di punk, che avevano conquistato mezzo mondo con un album (“Imaginate”) che potrebbe definirsi indefinibile. Era tutto un gioco, quell’album: ma non uno scherzo. I Taxiride giocavano, senza paura di scottarsi, con lo stile di grandi vecchi tipo i Beach Boys, i Beatles, i Bee Gees, più altri che non cominciano per B tipo Crosby, Stills Nash &ccetera. Testi semplici, melodie intriganti, citazioni qua e là. Una gran leggerezza, vivacità e freschezza. Bei tempi, quelli. Era il 2000.
Avete già capito che “Garage Mahal” non è all’altezza del suo predecessore? Poi ciascuno ha i suoi gusti, per carità. Ma a noi sembra che le energie del quartetto si siano come disperse, offuscate, appannate: che le canzoni di quest’album siano tutte radio friendly, politically correct, eco compatibili e chissà che altro, senza però quei guizzi e quella ricchezza che spuntavano un po’ ovunque nel lavoro di tre anni fa. È vero: fare confronti non è mai bello. (Conosciamo anche altri proverbi: per esempio, “mai guardare nel piatto degli altri”. Ma anche “l’erba del vicino è sempre più verde”). Eppure, che dire? In questo disco c’è qualcosa di intenso (“Forest for the trees”, che trasmette un senso d’urgenza), qualcosa di molto divertente (“Saffron”, tra l’alt/rock e il pop), qualcosa di beatlesiano (“Wait”) e qualcosa di quasi magico (“Creepin’ up slowly”). Ma quattro canzoni su tredici sono forse pochine. Che sia colpa del fatto che tutti e tre gli attuali componenti del gruppo sono autori di testi e musica, e che nessuno dei tre per il momento ha voglia di rinunciare al proprio ruolo di songwriter? Al trio auguriamo sinceramente di trovare un equilibrio, e attendiamo con ansia la terza puntata.


(Paola Maraone)

TRACKLIST

06. Saffron
08. Enemy
09. Skin
10. Happiness without you
12. Wait
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