«BARICCO CITY READING - TRE STORIE WESTERN - Air» la recensione di Rockol

Air - BARICCO CITY READING - TRE STORIE WESTERN - la recensione

Recensione del 14 apr 2003

La recensione

In questo nostro povero, povero mondo che va sempre più a rovescio, con le stagioni che non ci sono più, con la tivù brutta,porca e cattiva (anzi: deficiente), con l’adolescenza che si prolunga fino ai trent’anni, i quarantenni che si sentono trentenni e le teenager che si truccano come cinquantenni, insomma: in questo mondo che non ha più regole, eccetera, succede che la gente si stufa di fare un solo mestiere. E vuole cambiare.
E si mette in mente, perché qualcuno (ma chi? Vorremmo saperlo) gliel’ha suggerito, di pubblicare un disco. Così ci riempiamo (noialtri appassionati di musica) di album non più cantati da cantanti, ma da ferrovieri (ce n’è uno, italiano, che va forte in Francia), modelle (ce n’è una, italiana, che va forte in Francia. E due), calciatori (eh, no. Questi sono “solo” torinesi). Bene: adesso abbiamo pure uno scrittore. Che per rendere più credibile la sua opera si è messo assieme a due che sono musicisti veri, poi ha preso i pezzi di un suo libro (già scritto. Già pubblicato), ha preso qualche appunto qua e là e poi si è messo a leggerlo. A leggerlo, capite? Questo non è nemmeno un disco cantato, ma – come suggerisce il titolo stesso – un reading. Diciannove tracce che uno si illude siano brani musicali, e invece sono bisbigli rauchi, cupi, seducenti quanto si vuole ma pur sempre bisbigli di AB, con qua e là qualche nota dei poveri Air ridotti a far da accompagnamento a un western.
Ché “City reading”, spiega Baricco nel booklet, è la storia di Shatzy, un personaggio (donna) trentenne già protagonista di “City” (cercate di seguirci: il libro). Non avendo niente di meglio da fare Shatzy “passa gran parte del tempo a immaginare un western. Quando le chiedono se è un film, o un libro, o un musical, lei risponde: è un western”. Appunto.
Detto ciò: se vi piacevano i romanzi di Baricco avrete modo di apprezzare la sua prosa anche qui. Ci sono passaggi interessanti, bisogna ammetterlo: prendete per esempio la frase “Cos’è allora questo strisciare nella nebbia delle mie cataratte, costretto a contare le ore io che conoscevo gli istanti, ed era l’unico tempo che esisteva per me”. Oppure anche il passaggio “Le apre le gambe. Appoggia la pistola sul suo sesso. Ti prego Young, lei dice. Lui spinge lentamente la pistola. Poi la tira fuori e adagio la rinfila dentro”, forse un po’ forte ma ugualmente pregevole. Del resto la trama (se si può chiamarla così) di “City reading” è un intreccio fitto, corposo, a tratti malsano di storie di morte e amore, sesso e sudore - nel selvaggio West. Ascoltato dal vivo può avere un suo senso: AB e gli Air l’hanno “eseguito” a Roma, in teatro, nel novembre scorso, e ne parlano bene. Ma l’obiettivo ultimo del disco, anche dopo aver scritto tutte queste righe, continua a sfuggirci. Abbiamo fatto delle ricerche su Internet e abbiamo trovato un commento positivo: “City reading è un intenso viaggio nelle storie del Far West sottolineate da musica sentimentale e cinematografica”. Pensiamo che chi l’ha scritto non abbia ascoltato l’album, e lo sfidiamo pubblicamente a contraddirci. In più vi chiediamo: spendereste 15 euro (minimo) per una cosa che potete ascoltare solo una volta? Non crediamo che nessuno possa, una volta arrivato alla fine, schiacciare di nuovo il tasto "play" sul lettore cd - tranne forse qualche inguaribile romantico, con la nostalgia delle fiabe sonore.


(Paola Maraone)

TRACKLIST

01. Bird
02. Prologo
03. Se vuoi capire la loro storia
04. Pat Cobham ride
05. Fanny scivola con le labbra
06. Pat Cobhan alza gli occhi
07. Young
08. 'Affanculo
09. Quell'uomo bara, dice
10. Finale
11. Prologo
12. Il primo giorno
14. Il terzo giorno
15. L'urlo
16. Mondo
17. Il quarto
18. Macchie di sangue
19. Musica
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