«PICTURES AT AN EXHIBITION - Emerson Lake and Palmer» la recensione di Rockol

Dischi leggendari: riscopri 'Pictures At an Exhibition' di Emerson Lake and Palmer

Classici dell’estate: ogni giorno riscopri un disco leggendario, con le recensioni storiche di Rockol.

Recensione del 26 lug 2019 a cura di Franco Zanetti

La recensione

Ho l’impressione di essermi messo nei guai da solo. Quando ho scelto di includere questo disco nell’elenco di “album memorabili” che andiamo presentando ogni domenica nello spazio delle recensioni di Rockol, ero consapevole del fatto che i due lavori precedenti del “supergruppo” inglese mi avevano, a suo tempo, emozionato maggiormente; ma li ricordavo - e siccome sono scrupoloso all’eccesso sono andato a risentirmeli, trovando conferma al mio ricordo - discontinui e disequilibrati, più connotabili (anche “Tarkus”, a dispetto del suo essere un concept album) come raccolta di brani che come “opus” coerenti e fluide.

Per questo motivo, in fondo, ho individuato in “Pictures at an exhibition” il disco attraverso il quale provare a segnalare Emerson, Lake & Palmer: trio fra i più sopravvalutati e al tempo stesso sottovalutati della storia del rock, supergruppo nato nel 1969 dall’unione di Keith Emerson (tastierista dei Nice), Greg Lake (cantante e bassista fuoruscito dai King Crimson) e Carl Palmer, (batterista già con gli Atomic Rooster, e prima nei The Crazy World of Arthur Brown). Perché il tema unificante del lavoro (una riscrittura dei “Quadri di una mostra” del russo Modest Mussorgsky, brano originariamente composto per pianoforte solista) gli conferisce una compattezza e un’organicità non rintracciabili né in “Emerson, Lake & Palmer” (l’album di debutto, 1970, in cui spiccavano “Take a pebble”, “Knife-edge” e la suggestiva “Lucky man”, esplicitamente crimsoniana) né in “Tarkus”, l’album del 1971, oscillante fra citazioni dalle musiche del compositore argentino Alberto Ginastera, riletture bachiane (“The only way”), honky tonk (“Jeremy Bender”), rock’n’roll (“Are you ready Eddy?”) e fusion jazz/classica (“A time and a place”).

A proposito, è interessante ricordare qualcosa che forse non molti sanno: nell’intenzione del trio, “Tarkus” e “Pictures at an exhibition” sarebbero dovuti uscire insieme, come disco doppio a prezzo speciale. In effetti, “Pictures...” era stato realizzato prima che “Tarkus” fosse completato. La suite mussorgskiana era, infatti, un pallino di Emerson, che l’aveva ascoltata alla Royal Festival Hall di Londra quando ancora militava nei Nice; il giorno dopo ne aveva acquistato lo spartito (scoprendo appunto che si trattava di una composizione per pianoforte) e aveva cominciato a lavorare ad un adattamento rock. Fu Emerson a farla conoscere a Lake, e poi, nel maggio del 1970, a Palmer. La prima esecuzione di “Pictures...” da parte di EL&P avvenne già in occasione del concerto di debutto del trio, alla Guildhall di Plymouth, il 23 agosto del 1970; la seconda si tenne sei giorni dopo, il 29 agosto, quando il trio suonò al Festival di Wight davanti a 600.000 persone. Fu in quell’occasione che lo show si concluse con lo sparo di due cannoni - due veri cannoni da guerra, noleggiati per l’occasione.

Vabbé, la faccio lunga ma l’episodio merita di essere raccontato con le parole di Keith Emerson: “Caricammo i cannoni su un autotreno di quelli col pianale ribassato, e li portammo nei pressi dell’aeroporto di Heathrow. Volevamo provare se funzionavano, e pensavamo - a ragione - che il botto non sarebbe stato notato perché il rumore dei jet l’avrebbe coperto. Insieme con uno dei nostri roadies, Rocky, rimettemmo in funzione anche gli inneschi per l’accensione: provammo a sparare, e funzionarono benissimo. Così li facemmo portare sul palco di Wight, uno per lato: l’idea era che, alla fine di ‘Pictures...’, io e Lake li avremmo fatti sparare contemporaneamente, dando fuoco alla miccia con un meccanismo a pedale. Quello che non sapevamo era che Rocky aveva deciso di raddoppiare la carica di polvere da sparo... Alla fine dello show, quando Lake e io facemmo sparare i due cannoni, il botto fu micidiale. Ricordo che c’era un fotografo italiano - lo si può vedere nel film sul festival di Wight - che si era appostato, per fotografare il concerto, proprio su uno dei due cannoni: cercammo di avvisarlo a gesti di togliersi di lì, ma non ci diede retta, e così, quando i cannoni spararono, il rinculo lo scaraventò giù dal palco....”.
Torniamo al disco: che documenta un’esecuzione dal vivo, registrata il 26 marzo del 1971 alla City Hall di Newcastle (tecnico del suono Eddy Offord, produzione Greg Lake). Come dicevo, il gruppo avrebbe voluto pubblicarlo insieme a “Tarkus”, nel luglio del 1971, in doppio album a prezzo speciale; ma l’idea fu bocciata, perché ritenuta troppo rischiosa per una band fresca di debutto, e si decise di rimandare l’uscita di “Pictures...”. Che arrivò nei negozi europei nel novembre del 1971 (in Inghilterra venne venduto a prezzo ridotto: costava 1,49 sterline contro le 2,50 dei dischi a prezzo intero).

Per la prima volta un gruppo rock affrontava in maniera tanto ampia (e ambiziosa) un progetto di rielaborazione di una composizione classica: gli esperimenti dei Nice - che avevano maneggiato Bach, Sibelius, Rachmaninov e Bach - erano stati forse più innovativi, ma meno monumentali. Riascoltando oggi il risultato, quello che più colpisce (e non necessariamente in chiave positiva) è appunto la monumentalità, che sconfina nel megalomaniaco: la responsabilità va ascritta soprattutto a Keith Emerson, la cui magniloquenza virtuosistica e incline all’esibizionismo spettacolare penalizza l’equilibrio dell’album, rendendone l’ascolto a tratti noioso, anche se è impossibile non restare ammirati dalla maestria con cui il tastierista maneggia il Moog. Il drumming di Palmer è potente e preciso, compatto ed efficace; così come la voce di Greg Lake, che interviene solo in tre brani (“The sage”, “The curse of Baba Yaga” e “The great gayes of Kiev”) e conferisce loro una drammaticità forse un poco esibita, ma indubbiamente emozionante.

Insomma: dovendo concentrare in una sola frase il giudizio sull’album, verrebbe da dire “bello, ma un po’ palloso”.

Non a caso, forse, la cosa migliore della riedizione in Cd di “Pictures at an exhibition” (a parte le note di copertina, esaustive anche se troppo apologetiche) è la bonus track: una versione “compattata” - sempre dal vivo, registrata nel 1993 non si sa dove - che in poco più di 15 minuti concentra il meglio della suite, rinunciando a cinque “movimenti” - meglio sarebbe dire cinque “quadri”, essendo la composizione una sorta di diario/commento in musica della visita a una galleria d’arte: concetto sottolineato dalla copertina del disco - e rendendola assai più commestibile al gusto contemporaneo (merito anche della voce di Lake, più matura e convincente grazie ai 22 anni d’età in più...). Peccato che non ci sia “Nutrocker”; nell’album originale era una sorta di brano aggiunto (un bis - “Do you want some more music?” -, la cover di un successo pop del 1961 scritto da Kim Fowley per Bumble Bee & the Stingers”) che chiudeva il disco su una nota più scanzonata e disimpegnata: un sospiro di sollievo, una strizzatina d’occhi dopo tanta solennità. E rivelava il lato brillante di Emerson, quello che parecchi anni più tardi rispunterà in un inopinato successo commerciale intitolato “Honky tonky train blues”.

TRACKLIST

01. Promenade - Pt. 1;Live At Newcastle City Hall, 1971 (01:57)
02. The Gnome - Live At Newcastle City Hall, 1971 (04:16)
03. Promenade - Pt. 2;Live At Newcastle City Hall, 1971 (01:22)
04. The Sage - Live At Newcastle City Hall, 1971 (04:40)
05. The Old Castle - Live At Newcastle City Hall, 1971 (02:31)
06. Blues Variation - Live At Newcastle City Hall, 1971 (04:18)
07. Promenade - Pt. 3;Live At Newcastle City Hall, 1971 (01:30)
08. The Hut of Baba Yaga - Pt. 1;Live At Newcastle City Hall, 1971 (01:12)
09. The Curse Of Baba Yaga - Live At Newcastle City Hall, 1971 (04:09)
10. The Hut of Baba Yaga (Pt. 2) - Pt. 2;Live At Newcastle City Hall, 1971 (01:06)
11. The Great Gates of Kiev - Live At Newcastle City Hall, 1971 (06:37)
12. Nutrocker - Live At Newcastle City Hall, 1971 (04:23)
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