«SIN FRONTERAS - Sergent Garcia» la recensione di Rockol

Sergent Garcia - SIN FRONTERAS - la recensione

Recensione del 07 ott 2001

La recensione

Il Sergente ci dà dentro e sforna un vero album, decisamente superiore a quel “Un poquito quema’o” che aveva fatto gridare al miracolo nel 2000, grazie a un hit casuale come “Camino de la vida” e che però si era rivelato come un album di chiaroscuri eccessivi sul versante compositivo. Qui, al contrario, le cose funzionano e funzionano bene, soprattutto dal punto di vista della qualità delle canzoni, che poi sono l’unico vero problema che una band scatenata come quella del Sergente può avere: per il resto, infatti, i Los Locos del Barrio (ammesso che si chiamino ancora così) si confermano una terribile macchina da ritmo, capaci di fornire un assist essenziale alla miscela torrida e dirompente della musica di Bruno “Sergente” Garcia, con “Sin fronteras” giunto al terzo album e a una fotografia completa e matura della sua ambizione musicale: salsa, reggae, ragamuffin, merengue, mambo, rumba gitana, Africa, Giamaica, Cuba, Francia, Camargue, Parigi, Belleville, la Mano Negra, Santana, Celia Cruz, Tito Puente, Horace Andy, Bob Marley, tutto si mescola e si confonde in questo album felicemente barricadero, capace - come diceva Jovanotti - “di far ballare senza smettere di pensare”. Affiancato da ospiti disparati che vanno da un DJ (DJ Elix) a un cantante-chitarrista zingaro (Balbino), da un duo di artisti del Mali (Amadou e Miriam, chitarra e voce) a un percussionista (Miguel “puntilla” Rios) e un violinista (Joan Rouzaud), il Sergente dà fiato alle trombe a partire dall’iniziale, trascinante “Que traigan la salsa”, un biglietto da visita decisamente entusiasmante, giocato nel suo tipico stile: andamento gioioso e festante per un testo che parla della povertà nel mondo e di come siano ingiustamente distribuite le ricchezze, un po’ sulla lezione già impartita anni addietro dal re del merengue, Juan Luis Guerra, con un brano intitolato “El costo de la vida”. Il tema dell’emarginazione è presente anche in “Gigante”, mentre l’impegno civile affiora anche da titoli emblematici come “Los desaparecidos”. Accanto a questi, i titoli e i momenti di festa dell’album creano un tutt’uno molto difficile da separare, con grandi momenti corali come “Salsamania”, “Quitate la arena” e “Rumba sin fronteras”, a coronare il doppio successo di un album capace di coniugare attenzione alle tematiche sociali e momenti di pura gioia e ispirazione musicale.

TRACKLIST

02. Adelita
03. Gigante
04. Seremos feat. Amadou & Marian
05. Je sais
06. Por ti
08. Resisteme feat. Balbino
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