«BEAUTIFUL GARBAGE - Garbage» la recensione di Rockol

Garbage - BEAUTIFUL GARBAGE - la recensione

Recensione del 04 ott 2001 a cura di Davide Poliani

La recensione

Trovarsi davanti al terzo lavoro dei Garbage significa essere al cospetto di quanto di più raffinato ed avanzato possa esistere in ambito pop rock al giorno d’oggi: non a caso nelle fila della band capitanata dalla carismatica Shirley Manson milita nientemeno che Butch Vig, artefice del successo di album come “Siamese dream” degli Smashing Pumpkins e “Nevermind” dei Nirvana. La band messasi in luce anni fa con brani come “Queer” e “Stupid girl” non delude le aspettative dei propri fan, unenedo in “Beautiful garbage” una scrittura decisamente matura a trovate produttive indubbiamente eleganti. Eppure, il terzo disco di questo gruppo “costruito in laboratorio” non convince su tutta la linea: la fusione tra stili (più che altro rock, pop ed una consistente dose di hip hop, che si ritrova soprattutto nelle ritmiche e nelle frequenze più basse) riesce solo quando il songwriting della Manson e soci si mette al servizio delle sonorità, svilendo così spunti che, se elaborati meno dal punto di vista stilistico e maggiormente da quello creativo, avrebbe portato a risultati magari meno commerciali (e commerciabili) ma forse più interessanti. Anche gli arrangiamenti meramente chitarristici, nei pezzi più irruenti, patiscono un troppo l’eccesso post-produttivo al quale i Garbage hanno sottoposto, per loro stessa ammissione, il materiale “grezzo”: le sei corde filtrate da computer e campionatori danno indubbiamente il giusto impatto ai ritornelli più orecchiabili, ma suonano forse un po’ troppo fredde e granitiche in mezzo a loop percussivi sintetici e tastiere. Va comunque riconosciuto ai Garbage un certo coraggio nel non cercare di ripercorrere sentieri già battuti nei precedenti due dischi: brani più lenti e sinfonici come “Can’t cry these tears” sono testimoni della volontà, da parte del gruppo, di volersi affrancare dal cliché di elettro-rock band. Esprimere un giudizio su “Beautiful garbage” risulta, pertanto, molto difficile: sicuramente, questo nuovo album è coerente con il percorso artistico intrapreso dal gruppo già da “Version 2.0”, per cui non temano delusioni i fan della “seconda ora”. Quelli della prima, però, storceranno probabilmente il naso dinnanzi ad alcune scivolate di gusto: certe cose ai semidei del pop non si perdonano facilmente, neanche se lo scopo è consolidare la propria permanenza nelle classifiche…


Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.