«DOUBLEBACK - Hazeldine» la recensione di Rockol

Hazeldine - DOUBLEBACK - la recensione

Recensione del 10 giu 2001

La recensione

“Double back” è il quarto album delle Hazeldine, gruppo femminile americano nato intorno alla metà degli anni ’90. Sebbene ci troviamo di fronte ad una band americana in tutto e per tutto (l’incontro fra le componenti è avvenuto ad Albuquerque e le ragazze adesso vivono sparse fra Colorado, Missouri e North Carolina), il loro debutto è avvenuto per un’etichetta tedesca, la Glitterhouse Records, che ora pubblica anche questo nuovo lavoro. In mezzo ci sono un disco per la Polydor e una raccolta di cover pubblicata per la E Squared di Steve Earle. Le componenti del trio hanno un background musicale differente: Shawn Barton viene da una famiglia di musicisti country, ma da ragazzina ascoltava punk-rock a raffica; Tonya Lamm è appassionata di black music, ma ha riscoperto la tradizione dei Monti Appalachi attraverso certi input fornitele dal folk-rock inglese; Anne Tkach è più legata alle radici americane ed è un po’ l’elemento catalizzatore del gruppo. Insieme danno vita ad una musica che risente di tutto ciò, ponendosi a metà fra la scena alternativa country, il roots rock e il rock cantautorale all’americana. “Double back” è composto da una manciata di ballate ad ampio respiro che rimandano al folk appalachiano e al country, sospese fra le highways e i paesaggi rurali dei grandi spazi d’oltreoceano. Ora con un accompagnamento di chitarra acustica, ora sotto il rockare di un’elettrica, le canzoni delle Hazeldine, aiutate dalla voce calda e matura della Barton e dalla produzione del nuovo guru della scena indie Chris Stamey, fotografano con colori nitidi l’anima dell’america vista con occhi femminili. Ma per farsi sentire devono rivolgersi ad un’etichetta europea.
(Diego Ancordi)
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