«EL AMOR DE MI TIERRA - Carlos Vives» la recensione di Rockol

Carlos Vives - EL AMOR DE MI TIERRA - la recensione

Recensione del 26 lug 2000

La recensione

E’ uno strano disco, il quarto di questo cantante e autore colombiano. Finito sotto l’ala protettrice di Emilio Estefan, mente dei Miami Sound Machine nonché marito di Gloria, Vives oscilla, non sapremmo quanto volontariamente, tra ammiccamenti alla Ricky Martin (impressionante “Fruta fresca”) e momenti in cui si capisce che la sua musica non nasce a tavolino per ingrossare le fila dell’industria del pop latino. Sospeso tra le due personalità musicali, quella dell’orgoglio nazionale e quella con aspirazioni internazionali, a volte Vives riesce a stabilire un contatto tra la tradizione musicale (piuttosto oscura) del suo paese e le esigenze “mercantili” necessarie a far sì che la Colombia, oltre a esportare una nota sostanza inebriante, cominci a presentare al mondo anche una musica inebriante. Forse proprio a causa del bombardamento di latin pop cui siamo sottoposti (non bastassero Jarabe o La Mosca, ci si mettono persino Spagna e Articolo 31, per non parlare di Paola & Chiara) i momenti migliori del disco risultano proprio quelli dove Vives si riavvicina alla sua “tierra” e gioca in casa, fornendo la sensazione di trovarsi più a suo agio. Tanto per cominciare, nel brano che dà il titolo all’album, poi nella seconda parte del disco, dove sono più frequenti i paesaggi colombiani, da “Volver al valle” alla calcistica “Pitàn pitàn”, da “La piragua” a “La mona” (che rafforza i mai abbastanza indagati legami tra lo spagnolo e il dialetto veneto...). Quando invece, come in “Tu amor eterno”, il folk diventa esotismo da cartolina a uso e consumo di noialtri testoni di un altro emisfero, va un po’ meno bene; quando poi Vives si lancia in un “Un, dos, tres” che scimmiotta Ricky di Portorico, suona quasi inquietante: perdoniamo Carlos e il signor Estefan perché il disco nel suo complesso rimane molto piacevole e accattivante, e anche se alla RealWorld di Peter Gabriel non approverebbero, il suo pop non marcatamente “etnico” finisce per rendere più piacevole una giornata di sole.

Tracklist:

“El amor de mi tierra”
“Fruta fresca”
“19 de novembre”
“Tu amor eterno”
“La mona”
“Volver al valle”
“El cantè”
“La cartena”
“Pitàn pitàn”
“La receta”
“La piragua”
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