In concerto Rachele Bastreghi porta sul palco la forza della sua “Psychodonna”

Dal vivo l’artista toscana, nota ai più come "anima femminile" dei Baustelle, porta sul palco il coraggio e la libertà di mostrare ogni sfaccettatura di sé e della sua musica: il racconto del concerto a Villa Arconati di Bollate
In concerto Rachele Bastreghi porta sul palco la forza della sua “Psychodonna”

“Il titolo ‘Psychodonna’ fa riferimento a un universo di un certo tipo di donna, che non ha paura di guardarsi, di essere libera e scoprire tutte le proprie sfumature, compresi i propri lati opposti”, aveva raccontata a Rockol Rachele Bastreghi in occasione dell’uscita del suo primo album solista, “Psychodonna”. Ora, con il tour a supporto del suo nuovo disco, l’artista toscana, nota ai più come "anima femminile" dei Baustelle, parte da quel percorso introspettivo per rivelare l’anima delle sue canzoni e portare sui palchi il coraggio e la libertà di mostrare ogni sfaccettatura di sé e della sua musica.

Così, come ieri sera - 25 giugno - di scena a Villa Arconati di Bollate, alle porte di Milano, la musicista porta in concerto la forza della sua “Psychodonna”.

A Villa Arconati la forza di “Psychodonna” si rivela al tramonto

Sono le tastiere e i synth di “Poi mi tiro su” ad aprire il live ospitato nel giardino all’esterno della villa dalle eleganti forme del barocco lombardo. Rachele Bastreghi sale sul palco quando il sole non è ancora calato, e sotto un cielo celeste in attesa del tramonto raggiunge i musicisti che l’accompagnano nel portare il suo disco dal vivo. In un completo bianco e con il suo immancabile cappello nero sul capo, la voce profonda della cantautrice toscana e le parole dal sapore dolce-amaro del primo brano in scaletta introducono il pubblico all’interno di un viaggio dove sperimentazione musicale dal vivo, emotività, consapevolezza e accettazione diventano il punto focale della serata.

Rachele parla poco durante il concerto: “Ancora non ho parole”, dice l’artista tra una canzone e l’altra, rivolgendosi agli spettatori seduti di fronte a lei.

Lascia ai suoi brani il compito di svelare la propria energia e il proprio desiderio di mettersi in gioco prima di tutto come una musicista. Dopo aver curato personalmente la composizione e la scrittura delle tracce del suo primo vero album solista, ora sul palco Bastreghi canta, a volte suona le tastiere o le percussioni o la chitarra e altre danza, per interpreta quell’universo, sia femminile che umano, di “Psychodonna”. Dal vivo Rachele Bastreghi fa tesoro dell’esperienza maturata con i Baustelle, ma a Villa Arconati porta in scena la sua personale cifra stilistica tra rock, pop e musica elettronica. .

Dal vivo Rachele Bastreghi si appropria del suo spazio e della sua stessa musica

La location e la luce del sole ancora alto conferiscano un carattere quasi intimo e raccolto al live, tanto che durante quasi tutta la serata la platea guarda con compostezza l’artista toscana prendersi la scena, appropriarsi del suo spazio e della sua stessa musica, cantando e danzando in una dimensione personale ma che ha il desiderio di diventare collettiva. Così, Rachele Bastreghi presenta dal vivo le canzoni di “Psychodonna”, passando a rassegna brani come “Come Harry Stanton” o “Penelope” con il supporto del produttore del disco Mario Conte alle tastiere e programmazioni, oltre che con quello di Marco Benz Gentile (basso, chitarra elettrica, synth e violino), Marco Carusino (basso e chitarra) e Leziero Rescigno (batterie). Durante il concerto Rachele torna anche a ricoprire i panni della chanteuse Marie, proponendo tre brani (“Senza essere”, “Mon petit ami du passé” e “Folle tempesta”) tratti dal suo Ep d’esordio del 2015, pubblicato a seguito della sua partecipazione alla serie televisiva di Rai 1 “Questo nostro amore 70”.

Da esperienza personale a dimensione collettiva

L’atmosfera del concerto cambia con il ritmo elettronico e impulsivo del pezzo strumentale “Psychodonna”, l’energia di Rachele Bastreghi porta infatti alcuni spettatori - forse spinti dall’impulsività, dal coraggio e dalla voglia di partecipare attivamente al live - ad alzarsi e a prendere posto sotto al palco.

Da intime e personali, l’esperienza della cantautrice e la dimensione dentro cui è assorta diventano così collettive. Proprio con questo spirito di condivisione diretta di spazi e suoni si avvicina la fine della seconda tappa del tour di Rachele. A conclusione, nel momento dei bis, l'artista con la sua band propone una personale versione di “Fatelo con me” di Anna Oxa - tra le figure femminili che rientrano nel modello di donna ed esempio di coraggio che la cantautrice ha voluto rappresentare con il suo disco - e “Resistenze”. E alla fine la “Psychodonna” di Rachele Bastreghi diventa la parte interiore più forte, ma anche vulnerabile, di ognuno.

Scaletta:

“Poi mi tiro su”
“Not for me”
“Come Harry Stanton”
“Penelope”
“Senza essere”
“Mon petit ami du passé”
“Folle tempesta”
“Lei”
“Due ragazze a Roma”
“Psychodonna”
“Fatelo con me” (cover di Anna Oxa)
“Resistenze”

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