I familiari delle vittime della strage di Corinaldo contro la piazza dedicata a Sfera Ebbasta

Lo scorso 19 novembre il trapper lombardo è stato omaggiato dal comune di Cinisello Balsamo con l’intitolazione temporanea di una piazza.
I familiari delle vittime della strage di Corinaldo contro la piazza dedicata a Sfera Ebbasta

Lo scorso 19 novembre Sfera Ebbasta è stato omaggiato dal comune di Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, con l’intitolazione temporanea di una piazza. In occasione dell’uscita dell’album “Famoso” (leggi qui la nostra recensione), il nuovo lavoro discografico del trapper lombardo arrivato sui mercati ieri 20 novembre, il Comune, in collaborazione con Spotify Italia, ha scelto di rendere omaggio al cantante con una targa intitolata a Gionata Boschetti - questo il nome all’anagrafe di Sfera Ebbasta - che rimarrà nello spiazzo accanto a Villa Ghirlanda per i prossimi tre mesi. L’iniziativa dell’amministrazione comunale e del sindaco di Cinisello Balsamo, Giacomo Giovanni Ghilardi, non è però stata accolta con piacere dai parenti delle vittime della strage di Corinaldo, avvenuta presso la discoteca Lanterna Azzurra dove, nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018, poco prima di un dj set del trapper, persero la vita sei persone schiacciate dalla calca dopo che all'interno del locale fu spruzzato dello spray urticante.

Il padre di Emma Fabini, una delle vittime della tragedia di Corinaldo che al tempo dell'accaduto aveva 14 anni, a margine di un’intervista concessa al Corriere della Sera ha condiviso il proprio disappunto in merito all’intitolazione temporanea della piazza in onore di Sfera Ebbasta. Fazio Fabini ha dichiarato: “È triste vivere in un Paese dove un centro così importante alle porte di Milano non abbia un artista, un patriota, uno scienziato a cui dedicare le piazze più illustri di questo giovane trapper, la cui carriera è iniziata da non così tanti anni”. Raggiunto telefonicamente dalla testata milanese, Fabini ha aggiunto: “Io di Sfera Ebbasta non condivido nulla, né i testi delle canzoni, né gli atteggiamenti, né il modo di vestire e spero che la società civile la pensi come me sull’opportunità di intitolare una piazza a lui. Non mi pare educativo rispetto appunto a cittadini che hanno dato lustro all’Italia nel mondo. Lo dico al di là del fatto che mia figlia abbia perso la vita in quella maledetta discoteca. Pensi che non era neanche una sua fan ma era lì solo perché c’era una festa dei licei”. Fazio Fabini ha continuato: “Mi fa adirare quando i media puntano i fari di questa tragedia su questo cantante, sul suo personaggio e sui ragazzi che lo seguono perché anche ai miei tempi i miei genitori guardavano male chi ascoltava i Rolling Stones e non vorrei si alimentasse uno scontro generazionale stupido che allontana dalla verità di quella notte dove il trapper non arrivò neanche nel locale”. E ha concluso dicendo: “Nella tragedia di mia figlia i fari vanno puntati sulle verità che stanno emergendo nelle indagini e nei processi celebrati e che, speriamo presto, si apriranno”.

Recentemente sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna di sei ragazzi ritenuti responsabili di quanto accaduto alla discoteca Lanterna Azzurra nel 2018.

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