Quel gran genio di Fulminacci: il racconto e le foto dell'ultima data del tour

Il cantautore romano chiude nella sua città la tournée di "La vita veramente", l'album d'esordio che in questo 2019 gli ha regalato molte soddisfazioni.

Quel gran genio di Fulminacci: il racconto e le foto dell'ultima data del tour

Mischia Fabri Fibra e Lucio Battisti. Perché ha 22 anni e ha vissuto - come tutti i suoi coetanei - l'ascesa al successo del rapper che è stato a tutti gli effetti la testa d'ariete dell'hip hop italiano, ma crescendo ha anche consumato i dischi dei grandi cantautori italiani del passato. Cita "Malamore" di Enzo Carella, personaggio ingiustamente poco ricordato il più delle volte, e poi suona una sua canzone che sembra uscire fuori dai primi dischi di Jovanotti. È spensierato come sa essere chi nasce sul finire degli Anni '90, ma anche lucido e poetico come i cantautori degli Anni '70. Fulminacci è un talento puro: lo avevamo intuito ascoltando il suo album d'esordio, "La vita veramente", che in questo 2019 ormai agli sgoccioli gli ha regalato molte soddisfazioni (compresa la vittoria della Targa Tenco come Opera Prima, riconoscimento che in passato è stato assegnato a - tra gli altri - Motta, Colapesce, Vasco Brondi e Cristina Donà), ce lo ha confermato suonandolo dal vivo.

Il lungo tour legato a "La vita veramente", che era partito da Roma lo scorso aprile, ieri sera è tornato nella Capitale per l'ultima data, in attesa dei nuovi progetti del cantautore. Qualcuno lo vuole in gara tra i "big" al Festival di Sanremo 2020: Fiorello l'ha addirittura "candidato" durante una puntata del suo show Viva RaiPlay, questa settimana. Ma Fulminacci frena: vuole viversi serenamente questo esordio, dice, e non mettere altra carne al fuoco. Le radio lo passano ancora poco, in compenso lui si prende soddisfazioni diverse, come il recente passaggio in prima serata su Rai1, omaggiando Battisti sulle note di "Sì, viaggiare".

Sul palco dello Spazio Rossellini, di fronte al pubblico della sua città, accompagnato da una band di quattro elementi (Roberto Sanguigni al basso, Lorenzo Lupi alla batteria, Claudio Bruno alle chitarre e Riccardo Roia alle tastiere) fa ascoltare tutte le canzoni del suo primo disco, da "La vita veramente" a "Una sera", passando per "Davanti a te", "Al giusto momento", "I nostri corpi", "Resistenza", "La soglia dell'attenzione". E poi c'è il suo manifesto "Borghese in borghese", la canzone con cui si è fatto conoscere tre mesi prima dell'uscita del disco, un fiume di parole à la Silvestri con un ritornello irresistibile e un testo in cui - tra le altre cose - il cantautore romano racconta come appare la città agli occhi di un 22enne di periferia come lui (che è cresciuto a Casal Lumbroso, a nord-ovest della Capitale), tra buche, lampioni che solo ogni tanto si accendono come d'incanto e immondizia: è quella che fa scatenare i ragazzi in mezzo al pubblico.

Su "Tommaso" lo raggiunge sul palco l'amico Mox, con il quale duetta anche sulle note della sua "San Lorenzo". Che a differenza di "San Giovanni", l'ultimo singolo di Fulminacci, uscito appena qualche giorno fa (piaciuto anche a Jovanotti, che lo ha condiviso sui suoi canali social), non ha niente a che vedere con l'omonimo quartiere romano, tra i più frequentati dai giovani che vivono nella Capitale. Le canzoni del disco, nove in totale, sono poche per costruirci su una scaletta, così Fulminacci - oltre alla cover di "Stavo pensando a te" di Fabri Fibra, con la linea di basso di "Amarsi un po'" di Battisti - suona in anteprima anche qualche pezzo nuovo scritto negli ultimi mesi, come "Ladispoli", tutta chitarra e voce, che prende il nome dalla località marittima a nord di Roma. In un altro inedito, che non ha ancora un titolo, siede dietro la batteria e improvvisa un rappato che sembra ricordare proprio il Jovanotti degli esordi, quello di "Jovanotti for President", "La mia moto" e "Giovani Jovanotti", che - non saranno contenti gli hater con i quali Lorenzo era continuamente costretto a fare i conti - hanno segnato più di una generazione.

Il finale è affidato all'elettronica del singolo "Le ruote, i motori!", che fa ballare i ragazzi sotto al palco, prima del bis con "Tommaso". Con la promessa che il 2020 sarà per Fulminacci l'anno della conferma.

di Mattia Marzi

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