Biografia

Rita Pavone nasce a Torino nel 1945.
Rivela precocemente la passione per la musica e il ballo, assecondata dal padre. Debutta su un palcoscenico nel 1959, in uno spettacolo per bambini, imitando Al Johnson e cantando “Swanee”. Inizia a lavorare come aiutante in una camiceria, e la domenica si esibisce come cantante nelle feste studentesche, nei dancing di periferia e talvolta anche come cantante d’orchestra nei night e nei Cinema-Teatro di avanspettacolo torinesi. Nel suo repertorio ci sono le canzoni di Bobby Darin, Frankie Avalon, Jerry Lee Lewis, Elvis Presley, Paul Anka, Brenda Lee, Bobby Rydell, Pat Boone, Fabian. Va anche in tournée con una compagnia di folklore hawaiano, sostituendone la cantante ammalata. Nel 1961, falliti alcuni provini (per la RCA, per la RAI, per il night club milanese Olympia), decide di abbandonare la canzone. Ma l’anno dopo riceve la convocazione per partecipare alla finale di un concorso per voci nuove, a Roma: è la prima edizione del Festival degli Sconosciuti di Ariccia, organizzato da Teddy Reno, che il 1 settembre 1962 Rita Pavone vince guadagnando la possibilità di registrare un 45 giri per la RCA.
La facciata A del disco si intitola “La partita di pallone“ (di Edoardo Vianello e Carlo Rossi, con arrangiamento di Luis Enriquez Bacalov), la facciata B “Amore twist”: il 45 giri diventa un successo, e in ottobre la Pavone debutta in TV partecipando al programma “Alta pressione”, dove canta “La partita di Pallone“ da sola “Amore Twist” in duetto con un altro giovanissimo artista, Gianni Morandi. Ingaggiata come ospite fissa di “Studio Uno”, Rita Pavone incide il suo primo album, RITA PAVONE, che contiene canzoni come “Come te non c’è nessuno” e “Alla mia età”.
Nel 1963 Rita debutta con una particina nel film “Clementine Cherie”. In marzo è in tour con i Rokes; in giugno incide il suo secondo album, NON È FACILE AVERE 18 ANNI, da cui viene tratto il nuovo 45 giri che porta nella facciata A l’omonima canzone: in estate pubblica il 45 giri “Cuore”, che supera il milione di copie vendute (sul retro un altro ‘classico’ della Pavone, “Il ballo del mattone”).
Nel gennaio 1964 Rita registra a New York un album in inglese per il mercato americano, “The International Teen-age Sensation” - il 45 giri di lancio, “Remember Me”, presentato all’”Ed SUllivan Show”, raggiungerà la 26ma posizione nella classifica di “Billboard”. Un secondo album americano di Rita Pavone verrà pubblicato nell’ottobre1964: “Small Wonder”.
I successi di classifica dell’anno sono “Cosa importa del mondo” e “Datemi un martello”.
A fine estate la Pavone registra le canzoni per lo sceneggiato televisivo “Il giornalino di Gian Burrasca”, di cui sarà protagonista: le musiche, arrangiate da Luis Enriquez Bacalov, sono composte da Nino Rota, i testi da Lina Wertmüller, regista dello sceneggiato: la cui sigla, “Viva la pappa col pomodoro”, diventa un grande successo di vendite.
Nel 1965 Rita Pavone vince il Cantagiro con “Lui”, gira un altro film, stavolta da protagonista (“Rita la figlia americana”, con Totò e i Rokes), è protagonista televisiva in “Stasera Rita” e va in classifica anche con “Plip” e “Supercalifragilistic-espiralidoso”.
Nel 1966 interpreta e pubblica le due sigle di “Studio Uno”, “Il geghegè" e "Fortissimo", interpreta il film “Rita la Zanzara”. L’anno seguente continua a frequentare le classifiche di vendita (“Gira gira”, “Qui ritornerà”, “Questo nostro amore”), ed è di nuovo al cinema con "Little Rita nel west", “Non stuzzicate la zanzara” e “La Feldmarescialla”. A fine anno partecipa a “Premiatissima” come caposquadra e pubblica il 45 giri “Pippo non lo sa”, sigla del quiz televisivo "Chissà chi lo sa".
Nel 1968, dopo un cambio di casa discografica, la Pavone incide alcune canzoni per bambini con la propria etichetta Ritaland, ma non riesce ad entrare in classifica con nessun 45 giri.
Nel 1969 la Pavone partecipa al Festival di Sanremo con "Zucchero", ripetuta dai Dik Dik, e partecipa a Canzonissima entrando in finale.
Nel 1970 è al Festival di Sanremo con "Ahi ahi ragazzo", ma non va in finale.
Nel 1971 pubblica un 45 giri con due canzoni di Claudio Baglioni "Se casomai" e "La suggestione", e debutta a teatro con la commedia musicale "Gli italiani vogliono cantare", dalla quale viene tratto l'album omonimo. Ritorna poi in tv con lo show "Ciao Rita" come presentatrice, ballerina ed imitatrice.
Nel 1972 torna al festival di Sanremo per proporre "Amici mai"; nel 1973 partecipa al Disco per l'Estate con "L'amore è un poco matto", di Claudio Baglioni.
Nel 1975 pubblica l'album di cover "Rita per tutti", in cui interpreta "Città vuota", "Legata ad un granello di sabbia", "Sapore di sale", "Amore scusami", “Io che amo solo te”, e torna in teatro con Erminio Macario in "Due sul pianerottolo" (da cui poi viene tratto un film).
Nel 1976 è ancora in teatro, con Carlo Dapporto (“Risate in salotto”). Nel 1977 torna nella classifica dei singoli con “My name is potato”, sigla del programma televisivo "Rita ed io". L’anno seguente torna in teatro con Piero Mazzarella ("Quel diavolo di santarellina").
Sul versante degli album, dopo “R.P. ‘80”, del 1979, e il mix “Adorable sixties”, 1984, nel 1985 pubblica "Dimensione donna", con canzoni firmate da Rita Pavone insieme a Laura Trent Carlini, che ha per tema conduttore l'amore visto dal punto di vista femminile.
Nel 1987 la Rca pubblica l'album SPECIAL RITA, finanziato dal fan club, con tutta una serie di provini rimasti negli archivi della Rca tra cui "Le mille bolle blu" e "Coriandoli” dal repertorio di Mina, e tra gli inediti "Triangolo d'amore" composta da Cristiano Malgioglio con Giuni Russo.
Nel 1990 esce l'album "Gemma e le altre", che vede Rita cantautrice.
Nell'estate del 1992, in occasione dei suoi trent’anni di carriera, incide il doppio album live RITA IS MAGIC, che esce l’anno seguente.
Nel 1995 esce l'album RITORNA RITA PAVONE, una raccolta contenente brani interpretati in lingua francese, inglese ed italiano tra cui l'inedita "Bianco Natale".
Nel 1996 debutta a Verona in "La dodicesima notte" con la regia di Franco Branciaroli affiancando Pino Micol, Renzo Montagnani e Marco Sciaccaluga.
Nel 1997 pubblica l’autobiografia "Nel mio piccolo"; nel 2000 torna a teatro per interpretare "La strada di Federico Fellini" con la regia di Filippo Crivelli.
Nel 2005 torna al Festival di Sanremo per duettare con Toto Cutugno ed Annalisa Minetti nel brano "Come noi nessuno al mondo", nella serata speciale che vede i partecipanti proporre il loro brano in maniera diversa dall'esecuzione originale. Nello stesso anno porta in scena lo spettacolo “Goodbye - La mia favola infinita", con il quale annuncia il ritiro dalle scene.
Dopo 19 anni dall’ultimo disco e a otto dal ritiro, Rita torna con MASTERS, doppio album di successi di Fred Astaire, Judy Garland, Nat “King” Cole, Ray Charles, Frank Sinatra, Fats Domino, Bing Crosby, Andy Williams e Tony Bennett.
Nel maggio del 2018, dopo molti anni, torna in Brasile per una serie di concerti tra cui le città di Rio de Janeiro (Vivo Rio) San Paulo (Tom Brasil) Curitiba e Porto Alegre. Nel marzo del 2019 è una dei giurati di “Sanremo Young”, programma televisivo condotto da Antonella Clerici. A cavallo tra i 2019 e il 2020 viene ufficializzata la sua partecipazione alla settantesima edizione del Festival di Sanremo, che la vede in gara tra i Big con il brano "Niente (Resilienza 74)", scritto da sui figlio Giorgio Merk: la canzone è inclusa in un nuovo brano di inediti in studio pubblicato dopo la partecipazione dell'artista alla manifestazione canora. (28 gen 2020)