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RED CARPET MASSACRE,
Rock
E' finito il tempo dei revival anni '80. Almeno per i Duran Duran. Il loro ritorno del 2004 fa con “Astronaut” non era un ritorno vero e proprio, ma era stato accolto con interesse dai nostalgici perché ripresentava la formazione originale, dopo anni di attività a mezzo servizio con praticamente solo Simon LeBon a tirare avanti la baracca. Tre anni dopo la festa è finita: uno dei tre Taylor – Andy, il chitarrista – se ne è andato. Sono rimasti gli altri due, John e Andy, insieme a Simon e Nick Rhodes. Ma soprattutto se ne è andata ogni scusa per pensare al passato.
I Duran Duran odierni non hanno più nulla di retrò, tanto nell'immagine quanto nella musica. “Red carpet massacre” è un tentativo di essere odierni, quanto più si può.
Come ha notato qualcuno, i Duran Duran non hanno mai avuto un vero e proprio suono loro, un tratto distintivo che non fosse la voce di Simon LeBon. Hanno avuto successo con brani che spaziavano dalla ballatona alla canzone tecno-pop. Così non stupisce che questo disco provi a trovare un nuovo suono, alla moda, coinvolgendo in diverse canzoni (come “Skin diver”) anche il duo più cool del momento, Timbaland e Justin Timberlake. Il tentativo è lodevole, per carità. Ma è riuscito?
Si può ripetere quello che si disse di “Astronaut”: questo album ha qualche momento pregevole, ma è comunque discontinuo. I dischi degli anni '80, nostalgia a parte, erano più completi, oltre che dotati di grandi singoli. Qua c'è qualche idea, ma si rischia di scontentare tutti: i nostalgici, che non troveranno traccia del passato, e i modaioli, che forse preferiscono andarsi ad ascoltare direttamente i dischi dei “gggiovani” prodotti da Timbaland, piuttosto che una band di ultraquarantenni che cerca di suonare come una di ventenni, rischiando in diversi momenti di ereditare sopratutto il difetto peggiore dell'ultima generazione dei cantanti pop: la tendenza a saturare le canzoni con ogni effetto sonoro possibile, lasciando in secondo piano la melodia.
Insomma: rimandati. Agli anni '80, possibilmente: se non nei suoni, almeno nello spirito.
(Gianni Sibilla)
TRACKLIST:
”Valley”
“Red carpet massacre”
“Nite runner”
“Falling down”
“Box full o' honey”
“Skin divers”
“Tempted”
“Tricked out”
“Zoom in”
“She's too much”
"Dirty great monster"
"Last man standing"
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