THE COMPLETE BEATLES SONGS

Steve Turner

Voto Rockol: 3.5 / 5

Questa è, se non sbaglio, la sesta edizione (rivista, aggiornata e ampliata) di un libro uscito per la prima volta nel 1994 e intitolato allora “A hard day’s write”, mentre nella traduzione italiana pubblicata nel 1997 da Tarab si intitolava “La storia dietro ogni canzone dei Beatles”. O almeno: è la sesta se conto le precedenti che ho nella mia biblioteca Beatles – ma non escludo di essermene persa qualcuna all’uscita.

Quando nel 2012 ho scritto per Giunti “Il Libro Bianco dei Beatles”, ho avuto sottomano la più recente, all’epoca, delle riedizioni del Turner (2009); però usandola poco, come fonte, perché mi pareva troppo leggerina per tenerla come riferimento nel mio lavoro (che semmai si rifaceva al ben più approfondito “Revolution in the head” di Ian MacDonald, da me tradotto nel 1994 per Mondadori).

Questo per dire che, insomma, la materia la maneggio abbastanza, e ho letto con curiosità il contenuto di questa edizione italiana, tradotta mi pare discretamente da Raffaella Rolla, con la consulenza tecnica di Angelo Malatesta, la revisione di Chiara Tomaini, e la supervisione di Fabio Pirelli (ma benedetti voi di Edel, potevate darlo in mano a me, questo lavoro, come ha fatto Rizzoli per il suo The Beatles – La Totale uscito nel 2014: vi sarei costato di meno...).

E ho capito che il sottotitolo (“Gli aneddoti dietro ogni canzone scritta dai Fab Four”) ha la sua ragion d’essere. Non solo perché all’acquirente avveduto spiegherà l’assenza di parecchie canzoni di cui i Beatles pubblicarono cover nei primi dischi (peccato, anche se Turner aggiunge altre canzoni firmate da Lennon-McCartney ma dai Beatles non incise); ma farà anche capire che la “leggerezza”, cioè la mancanza di approfondimento di cui parlavo prima confrontando il Turner con il MacDonald, è stata accentuata, sicché delle canzoni dei Beatles qui si raccontano le curiosità, i dettagli, i riferimenti dei testi delle canzoni, mentre non si spendono parole su come i Beatles le hanno registrate in studio (che è tutta un’altra, e interessantissima, storia). 

E’ una scelta dell’autore, e va rispettata. Anche perché in cambio il libro contiene i testi delle canzoni di cui racconta; e questa, benché oggigiorno i testi delle canzoni si trovino dappertutto, più o meno legalmente, è un’aggiunta utile e comoda (sì, lo so, l’uva è acerba: sarebbe piaciuto anche a me e alla Giunti poter pubblicare i testi, ma in Italia non ci avevano concesso i diritti).

Però, complessivamente, il libro è piacevole, anche graficamente, e il grande formato valorizza le fotografie che contiene. Quindi mi sento di consigliarlo a chi è mediamente interessato ai Beatles, ma non già competente in materia – perché quest’ultimo non ci troverà molto che già non sia possibile leggere altrove, specialmente oggi in epoca di Internet.

Franco Zanetti