«VOLARE - Coez» la recensione di Rockol

Non è pop, non è rap: è Coez

La recensione di "Volare", il nuovo album del cantautore e rapper romano, che arriva a due anni e mezzo da "È sempre bello". Tagliato il cordone ombelicale che lo legava a Niccolò Contessa, Coez fa pace con il suo passato. E spiazza.

Recensione del 01 dic 2021 a cura di Mattia Marzi

Voto 7,5/10

La recensione

Quello che negli ultimi anni ha conquistato il pubblico con una vesta più semplice e tradizionale, quasi rassicurante, tra ballate romantiche come “La musica non c’è” e hit radiofoniche come “È sempre bello” e “Domenica”? Oppure quello che nella seconda metà degli Anni Duemila con i Circolo Vizioso (prima) e con i Brokenspeakers (poi) scrisse alcune delle pagine più belle del rap capitolino, prima di fare la parte del salmone e buttarsi sul cantautorato proprio mentre le rime e le barre si preparavano ad uscire dal ghetto e a conquistare le classifiche? La recensione perfetta di “Volare” sta tutta nel claim dell’adesivo appiccicato sulla confezione del cd e del vinile: “Contiene hit underground e canzoni e canzoni per il grande pubblico”.

Nel suo nuovo album Coez punta sull’inclusività: continua a soddisfare il pubblico mainstream con canzoni che strizzano l’occhio all’alta rotazione (il singolo “Come nelle canzoni” una hit lo è già), ma allo stesso tempo prova a recuperare quella fetta di fan che dai tempi di “Ali sporche” non gli ha mai perdonato la svolta pop, rispolverando le rime e i beat.

Oltre le dediche e le scritte sull'asfalto

Dopo il boom di “Faccio un casino” e la consacrazione con “È sempre bello”, Silvano Albanese – questo il vero nome del 38enne cantautore e rapper romano – taglia il cordone ombelicale che lo ha legato negli ultimi anni a Niccolò Contessa de I Cani, con il quale ha composto il tandem più redditizio – in termini di streams e Dischi di platino, 30 in tutto tra album e singoli – del circuito ItPop degli ultimi quattro anni. E per non ripetersi e per non giocare sul sicuro, in questa frase del suo percorso a zigzag, dove da ogni nuova mossa non sai mai cosa effettivamente aspettarti, torna a giocare con il suo passato. A dimostrare che oltre il Coez più pop dei versi perfetti per le dediche e le scritte sull’asfalto c’è stato – e c’è – anche altro, come testimoniano dischi come “Figlio di nessuno”, “Fenomeno”, “Senza mani”, oggi considerati culto dai seguaci della scena rap dentro e fuori il Grande Raccordo Anulare.

Le citazioni dei dischi rap

“Volare” è pieno di rimandi ai lavori della prima fase della sua carriera, quella precedente alla svolta cantautorale di “Non erano fiori” (era il 2011 e Riccardo Sinigallia gli indicò un’altra via, parallela al rap), nascosti qui e là.

A partire dal titolo dell’album, che riprende l’omonima traccia – l’ultima – dell’Ep “Senza mani” (la cita anche in “Ol’ Dirty”, il duetto con Noyz Narcos: “Ho imparato a volare da me”). Dal passato arrivano anche i produttori che lo hanno affiancato nelle tredici tracce del disco, da Ford78 (con lui lavorò ai tempi dei Brokenspeakers e per l’album d’esordio da solista, “Figlio di nessuno”, uscito nel 2009) a Sine (dopo l’Ep “Senza mani” la collaborazione si rinnovò già nel 2017 per parte di “Faccio un casino”), ai quali si sono aggiunti Dirt O’Malley, Marz, Zef e Ceri, tra gli altri. Tutti al servizio di canzoni che ad essere ingabbiate in un’etichetta non ci stanno.

Coez fa pace con i puristi

È lo stesso Coez a rifiutare ogni categorizzazione: spazia da ballatone strappalacrime come la stessa “Come nelle canzoni”, “Margherita”, “Fra le nuvole” (scritta sulla base di “Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano), “Bomba a mano” e “Occhi rossi” (destinata a diventare la nuova “La musica non c’è”) a pezzi da vecchio lupo del rap che perde il pelo ma non il vizio (“Wu-Tang”, “Faccia da rapina”, “Crack”, con Salmo e Massimo Pericolo, “Sesso e droga”, con Guè Pequeno e Gemitaiz). In “Cerchi con il fumo” duetta con Neffa, dal quale ha imparato l’arte di passare dai ritornelli alle rime con la credibilità che a tanti altri colleghi manca. E in “Casse rotte” ritrova i Brokenspeakers, ricomposti quasi dieci anni dall’ultimo disco, per far sciogliere le braccia conserte dei puristi che lo aspettano nel ghetto in un abbraccio riappacificatore.

TRACKLIST

01. Wu-Tang (02:25)
02. Fra le nuvole (02:54)
03. Flow Easy (03:09)
04. Cerchi con il fumo (feat. Neffa) (02:54)
05. Occhi rossi (02:57)
06. Sesso e droga (feat. Guè & Gemitaiz) (03:31)
07. Come nelle canzoni (03:32)
08. Ol' Dirty (feat. Noyz Narcos) (02:48)
09. Bomba a mano (03:15)
10. Crack (feat. Salmo & Massimo Pericolo) (03:46)
11. Casse rotte (feat. Brokenspeakers) (04:02)
12. Margherita (02:43)
13. Faccia da rapina (04:01)
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