«MAADER FOLK - Davide Van De Sfroos» la recensione di Rockol

Il folk eterno di Davide Van De Sfroos

Dopo sette anni il cantautore lombardo torna a pubblicare un album di inediti. Il suo titolo? "Maader folk".

Recensione del 22 set 2021 a cura di Paolo Panzeri

Voto 8/10

La recensione

Davide Van De Sfroos è tornato. E' tornato perché, limitatamente alla produzione discografica, un suo album di inediti mancava dai tempi di "Goga e Magoga" del 2014, a cui fece seguito, un anno più tardi, in occasione dei suoi cinquanta anni, "Synfuniia", una rilettura di quattordici brani del suo repertorio con l'accompagnamento della Bulgarian National Radio Symphony Orchestra. Se invece si analizza il suo score dal vivo, nulla da dire: nel giugno 2017 si toglie la bella soddisfazione di esibirsi in concerto allo stadio Meazza di Milano e poi altre decine di esibizioni dal vivo, in teatro oppure all'aperto, che sono testimoniate dal disco live "Quanti nocc" uscito nel 2019.

Insomma, Davide non se ne era proprio andato, c'era sempre stato, però è anche vero che la voglia di ascoltare nuove canzoni e, soprattutto, scoprire quale strada musicale avrebbe abbracciato il cantautore lombardo era molta.

Il mondo si è fermato

In un primo tempo, l'uscita del nuovo album era prevista per lo scorso anno, ma poi, come ha sottolineato lo stesso Van De Sfroos nella conferenza stampa di presentazione del disco: "Quando il disco era pronto, il mondo si è fermato”. E allora? Allora la sua pubblicazione è stata rimandata in avanti, ma queste non sono operazioni semplice da gestire, possono subentrare ripensamenti e nuove idee, può nascere la tentazione di andare a modificare e ritoccare ciò che si è fatto in precedenza. “Riascolti le canzoni, provi a vedere se c’è qualcosa da correggere o aggiungere, ma le canzoni non possono e non devono essere cambiate."

Il sogno

Si giunge quindi al settembre 2021 e quali che siano stati (se poi ci sono stati) i cambiamenti apportati a "Maader folk", il disco viene pubblicato.

Come lascia intuire il titolo dell'album per Davide è un ritorno alle radici, al folk dal quale era partito che torna a posizionarsi al centro del suo villaggio. Ne si ha conferma dal racconto di Davide della storia che riguarda il titolo del disco: “Una notte sognai questa figura di donna dal volto multietnico, che poteva essere di qualsiasi latitudine, con una certa morbidezza mi diceva, ‘Resta aggrappato al tuo folk, non avere paura, perché il folk è eterno, ci sarà sempre. E tu hai sempre fatto questo’. Alla mattina, ho chiamato il manager Gianpiero Canino e gli ho detto, ‘Ho sognato la 'Maader folk'’’.

Sono solo semplici storie, sono solo semplici canzoni

L'ascolto della Madre Folk non tradisce la lunga attesa. Le quindici canzoni dell'album – mica poche - si incastrano l'una nell'altra con grande omogeneità, con la precisione di un puzzle. Canzoni che raccontano storie intrise di memoria, di futuro, spesso e volentieri delle difficoltà di comprendere quanto accade intorno a piccole e semplici esistenze (all'apparenza) tirate per la giacca dalla retorica dei massimi sistemi. E le raccontano, queste storie, usando gli allegri toni della festa di paese ("Gli spaesati", "Reverse") o quelli più pacati delle invettive lanciate al cielo dentro notti che non sempre sono stellate ("Oh Lord, vaarda gio", in duetto con Zucchero). Storie che muovono all'emozione ("Hemm imparaa") e che risultano universali sia quando vengono raccontate in prima persona ("L'isola") così come quando ricordano un tempo che fu ("Agata"). In scaletta un'unico brano cantato interamente in italiano, "Tramonto a sud".

Back to the roots

"Maader folk" è un bel disco che torna all'essenza della poetica di Davide Van De Sfroos. Nuove canzoni che rimandano, per vocabolario e figure utilizzate, alle sue vecchie canzoni, quelle ormai mandate a memoria da ogni fan degno di questo nome. Forse a mancare - ma è un giudizio che andrà rivisto o confermato alla prova del tempo - è la presenza di quei due-tre pezzi davvero forti, di quelli che da soli trascinano un disco. Ma "Maader folk" soddisfa in pieno ugualmente poiché è un album in cui il risultato finale è maggiore della somma delle sue parti.

TRACKLIST

01. Fiaada (04:14)
02. Nel Nomm (04:23)
03. Goccia di Onda (03:42)
04. L'Isola (04:05)
05. Gli Spaesati (03:49)
06. El Vagabuund (04:55)
07. Guanto Bianco (03:22)
08. Agata (03:32)
09. Il Mitico Thor (03:57)
10. Stella Bugiarda (04:06)
11. Hemm Imparaa (03:19)
12. Oh Lord, Vaarda Gio (feat. Zucchero) (03:36)
13. Reverse (04:30)
14. Tramonto a Sud (03:12)
15. La Vall (Il Vento e i Fiammiferi) (03:19)
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