«IT WON'T ALWAYS BE LIKE THIS - Inhaler» la recensione di Rockol

Ottimismo, ambizione e chitarre nel disco di debutto degli Inhaler

Il confronto con gli U2 è inevitabile, ma con il suo album d’esordio, “It won’t always be like this”, la band capitanata da Elijah Hewson dimostra di meritare attenzione per la propria abilità - e non solo perché il frontman è figlio di Bono.

Recensione del 22 lug 2021 a cura di Elena Palmieri

Voto 7,5/10

La recensione

Essere figlio di una rockstar acclamata in tutto il mondo come Bono Vox degli U2 deve avere i suoi pro e i suoi contro.

Sopratutto se si decide in qualche modo di seguire le orme del padre, formando una band con degli amici e pubblicando l’album d’esordio a soli 21 anni. Il rischio di paragoni è inevitabile, e per arrivare alle persone e farsi prendere sul serio grazie alla propria musica, e non per il proprio cognome, porta ancora di più a dover dimostrare di avere talento. “Sono cresciuto accettando il fatto di essere il figlio di Bono. È inutile nasconderlo. Questa cosa mi ha aperto molte porte, ma al tempo stesso quelle porte si sono richiuse molto velocemente: alcune persone hanno pregiudizi”, ha spiegato lo stesso  Elijah Hewson, classe 1999 e nato dall'unione tra Bono e l'attivista Alison Hewson, che con i suoi Inhaler ha dato alle stampe il 9 luglio 2021 il disco d’esordio “It won't always be like this”.

Ottimismo, ambizione e chitarre

All’ascolto del primo album della giovane band originaria di Dublino - formata, oltre che dal cantante e chitarrista Elijah, dal bassista Robert Keating, dal chitarrista Josh Jenkinson e dal batterista Ryan McMahon - il confronto con gli U2 è effettivamente inevitabile. La somiglianza tra il timbro vocale del 21enne Hewson e quello del di lui padre, Paul Hewson, meglio noto come Bono, da giovane la si è potuta cogliere già con i singoli pubblicati tra il 2018 e il 2021, attraverso i quali il gruppo ha poco alla volta svelato le proprie carte, attirando l’attenzione su di sé, e ha anticipato il suo esordio discografico.

Con la loro prima prova sulla lunga distanza, però, gli Inhaler dimostrano di meritare considerazione e interesse non solo perché il frontman è figlio del leader degli U2. Grazie alla propria carica e alla capacità di rubare con sfacciataggine e intelligenza spunti sonori da altri gruppi (Bloc Party, Killers, Strokes e altri) e inserire nel disco riferimenti a vari generi - dal post-punk del brano “My honest face”, alla new wave della title track di  “It won't always be like this”, dall’indie-rock di “In my sleep” al pop di “Totally” - il quartetto irlandese mette in mostra una certa versatilità e dà prova di abilità proponendo canzoni costruite su ottimismo, ambizione, chitarre e ritornelli attraenti.

“Non sarà sempre così”

Fin dal titolo e dalla prima traccia del disco, gli Inhaler ci tengono a sottolineare che “non sarà sempre così”. La title track di “It won't always be like this”, la prima canzone scritta dal gruppo di Dublino e inizialmente pubblicata nel 2019 prima di essere rivista e presentata come singolo lo scorso giugno, è un brano che lascia all’ascoltatore la propria libera interpretazione. In esso si trova un messaggio di sfida e ottimismo, ma allo stesso tempo la chiave di lettura dell’intero album, un lavoro che attraverso la musica e i testi delle sue 11 tracce suggerisce il potenziale di Elijah Hewson e soci, oltre che una prospettiva di maturazione e di crescita. 

Con il loro esordio discografico gli Inhaler si giocano bene le loro carte, proponendo in sequenza brani che svelano il loro lato introspettivo e il loro talento da musicisti.

“It won't always be like this”, infatti, passa a rassegna tracce come “Slide out the window”, che - scritta durante il periodo di lockdown e che descrive la situazione della quarantena (Like the morning / Just slide out the window / Till the dawning /Just slide out the window”) - su sonorità synth pop e sognanti presenta il lato più riflessivo e speranzoso del quartetto. La band irlandese, però, include nel disco anche "Who's your money on (Plastic house)“ e “In my sleep”: due dei momenti più interessanti dell’album dal punto di vista musicale, costruiti su idee e spunti interessanti, che aggiungono solidità compositiva al suo talento. Tuttavia, proprio queste due canzoni, insieme anche a - per esempio - “My king will be kind”, rispecchiano la giovane età degli Inhaler, che nei testi delle loro canzoni si stabilizzano un po’ troppo sui loro poco più che vent’anni. “When I need attention / Have you in a tenth of a second / Lights go down, and I drift into sleep / When I dream / I just fall at your feet / I don't care”, recita un passaggio del brano conclusivo dell’album. Nonostante alcuni sfoghi tipici dell’età dei quattro componenti della formazione, (“She says I've got no love / I fucking hate that bitch / ‘Cause she takes and she takes / But she won’t give in”, canta Elijah Hewson nel ritornello di “My king will be kind”), dai suoi pezzi il gruppo riesce a tirar fuori e a trasmettere tutto il suo entusiasmo, suonando in modo convincente e genuino, quasi a voler promettere che “non sarà sempre così” e che ha voglia di crescere e maturare.

Con “It won’t always be like this” gli Inhaler dimostrano di possedere i requisiti giusti per non essere una novità passeggera e di essere all’altezza dell’attenzione mediatica e di pubblico finora ricevuta (oltre che del primo posto conquistato nella classifica di vendita degli album britannica), al di là del cognome di Elijah Hewson. Sarà interessante vedere il quartetto di Dublino dal vivo quando presenteranno le loro canzoni in concerto anche in Italia.

TRACKLIST

02. My Honest Face (04:32)
04. Cheer Up Baby (03:53)
06. My King Will Be Kind (04:52)
07. When It Breaks (03:42)
09. Totally (03:56)
11. In My Sleep (04:11)
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