«WHO BY FIRE - First Aid Kit» la recensione di Rockol

"Who By Fire", lo scambio generazionale tra Leonard Cohen e First Aid Kit

Un disco intenso e carico di pathos che raccoglie in venti tracce il concerto-tributo delle sorelle svedesi al poeta e cantautore canadese scomparso nel novembre 2016

Recensione del 19 apr 2021 a cura di Marco Di Milia

Voto 8/10

La recensione

Due sorelle svedesi con lo sguardo rivolto verso il folklore americano e il grandissimo canzoniere lasciato ai posteri da Leonard Cohen: fenomenologia di uno scambio generazionale capace di dare nuova grazia a un repertorio tanto complesso quanto autorevole. Distanti non solo per ragioni geografiche o semplicemente anagrafiche - Cohen era nato nel 1934, Johanna e Klara, rispettivamente, nel 1990 e 1993 - ma bene in grado di reinterpretarne la potenza espressiva, le First Aid Kit non hanno mai nascosto la propria ammirazione per un artista chansonnier che ha attraversato cinque decenni rifuggendo dalla ribalta per affidarsi a una forza evocativa di rara bellezza.

Il concerto al Dramaten Theatre di Stoccolma

All’indomani della morte del poeta e cantautore canadese, avvenuta nel novembre del 2016 a poche settimane dalla pubblicazione del suo “You Want It Darker”, le fanciulle Södenberg si sono prodigate per organizzare un’occasione speciale che rendesse omaggio alla vita e all’opera di un gigante in perenne equilibro tra garbo e intensità. Un evento diviso in due serate, trasmesso in diretta tv il 13 e 14 marzo 2017 dal Dramaten Theatre di Stoccolma, con una band di otto elementi, un’intera orchestra e diversi ospiti della scena musicale scandinava quali Emily “Lonely Dear” Svanäangen, Frida Hyvönnen, Maia Hansson Bergqvist, Jesper Lindel e altri ancora, e diventato ora un album-tributo dal titolo “Who By Fire”.

Oltre l'ordinario, tra musica e parole

Complice anche il lungo periodo trascorso lontano dai palchi, le First Aid Kit, rispolverando il proprio archivio, hanno ripreso le tracce di quella performance rimasta un avvenimento unico in una carriera che, nonostante la giovane età, ha già messo in fila quattro album in studio, una manciata di ep, riconoscimenti internazionali e collaborazioni importanti come quelle con Peter Buck e Jack White.

“Abbiamo riascoltato di recente questo concerto e ci siamo accorte che per noi si è trattato di qualcosa fuori dall'ordinario”, hanno dichiarato Klara e Johanna, aggiungendo che un pezzo come “Suzanne” è per loro “la prima canzone che cantiamo quando abbiamo in mano una chitarra”. Nel disco quindi, oltre al brano già citato, la scaletta si compone di qualche chicca e numerosi classici, da “So long, Marianne”, a “Famous blue raincoat”, passando per “Chelsea Hotel No. 5”, “Hallelujah” e una “Bird on the wire” eseguita interamente a cappella. Su tutto spiccano le armonie vocali di Klara e Johanna, che, nel maneggiare con il dovuto riguardo del materiale prezioso, imprimono la propria personalità, sempre rispettosa nel conservare luci e ombre del ricco canzoniere di Leonard Cohen.

Una celebrazione che si snoda in questo modo tra arpeggi acustici, pianoforti, carillon, archi, tamburi e incursioni di elettronica, alternando musica, letture e preghiere con cui l’autore ha affrontato a viso aperto il suo rapporto con Dio e una dimensione spirituale che non ha mai smesso di indagare. Le First Aid Kit, insieme ai contributi vocali e strumentali dei loro colleghi, creano così un tributo appassionato e carico di pathos, soppesando ciascuna parola che Cohen aveva marchiato con tono cavernoso, secondo quella sua personale poetica al tempo stesso mistica e profonda.

Un poeta in chiaroscuro

In quasi ottanta lunghi minuti di spettacolo raccolti in venti tracce, “Who By Fire” riesce però a offrire davvero il meglio quando a guidare i brani sono soprattutto le voci delle due sorelle, in grado di cogliere il lirismo denso di chiaroscuri proprio di Leonard Cohen.

Muovendosi in sintonia sulle note alte o raccogliendosi in una accorata delicatezza che passa per i contrappunti di “Everybody knows” o in una magnetica “You want it darker”, Klara e Johanna Södenberg mettono in scena un rituale, nemmeno troppo laico, che si riempie di silenzi e di slanci vitali, in bilico tra sacro e profano. In “The asthmatic” si rincorrono per urlarsi l’una contro l’altra il proprio bisogno di respirare, si aprono nel ritornello emozionale di “So long, Marianne”, si fanno gravi in "Who by fire" e finiscono per perdersi nella liberatoria “If it be your will”. Non ci sono tonfi imbarazzanti che in operazioni di questo genere sono spesso attesi al varco, nemmeno quando gli interventi parlati sembrano spezzarne il ritmo, lasciando trasparire la voglia un po’ idealista di diffondere il linguaggio malinconico, affascinate e viscerale del proprio beniamino.

Voci fuori dal coro

Succede perciò di ascoltare quelle stesse parole imprigionate negli album dalla voce catramosa di un musicista scomparso da ottuagenario riprendere nuova verve grazie alla timbrica dolce e vellutata di due giovani apprendiste in apparenza tanto diametralmente distanti. Eppure, in quella loro resa d’amore incondizionata per il folk, gli echi blues e le ballate senza tempo, si rispecchia l’epica di Leonard Cohen, uno spirito eternamente inquieto con una personale visione dell’amore e del divino capace di racchiudere nelle proprie composizioni speranza e morte, spirito e sangue, leggerezza e trasporto emotivo.

TRACKLIST

01. Tired - Live (02:05)
02. Suzanne - Live (03:40)
05. Twelve O'Clock Chant - Live (01:04)
06. Everybody Knows - Live (05:05)
07. Avalanche - Live (03:29)
08. The Future - Live (02:28)
09. Chelsea Hotel #2 - Live (03:49)
10. You Want It Darker - Live (05:42)
11. If It Be Your Will - Live (05:05)
12. The Asthmatic - Live (03:31)
13. Famous Blue Raincoat / Anthem - Live (06:19)
14. Show Me the Place - Live (03:47)
15. Hallelujah - Live (05:51)
16. Prayer for Messiah - Live (01:32)
17. Bird on the Wire - Live (02:49)
20. You'd Sing Too - Live (01:56)
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