«LAURO - Achille Lauro» la recensione di Rockol

Chi è "Lauro"?

Nuovo album - il sesto in tre anni - per il cantante, che questa volta prova a raccontarsi in maniera più diretta. Ci riesce? È"La contraddizione totale di se stesso"

Recensione del 17 apr 2021 a cura di Gianni Sibilla

Voto 6,5/10

La recensione

Trap, samba alla musica elettronica, rock, pop, punk, ballad, swing… Da quando è emerso al mainstream con il passaggio a Sanremo con "Rolls Royce" nel 2019 abbiamo perso il conto delle uscite e dei generi musicali frequentati da Achille Lauro. Che ora prova a fare un album più tradizionale con "Lauro", dopo diversi “side project” . Poi si prenderà una pausa, dice. È un album che mette in musica le sue contraddizioni, nel bene e nel male

Le puntate precedenti

Già, ma chi è Achille Lauro? Quello di "1969"  (poi ristampato come "1969 Achille Idol Rebirth" dopo il travagliato passaggio da Sony a Warner), o quello dei vari progetti "1990" e "1920"? Lui dice  “Sono la contraddizione totale di me stesso”. Dice che non è interessato ad un pubblico distratto e spiazzato da così tante uscite. Dice molte cose, con un tono molto serio e sicuro. Bisogna dargli atto che è un unicum nella discografia italiana:  nessuno pubblica così tanto come Achille Lauro, con un approccio di solito riservato ai singoli (per via delle piattaforme che richiedono sempre canzoni nuove), di certo non agli album. Ma Achille Lauro è anche e soprattutto un personaggio parte di un racconto più ampio, costruito in maniera organica con social, performance (Sanremo), e collaborazioni (quella con Gucci). Un brand, in altre parole.

L'album 

Già, ma la musica? Perchè i cantanti sono personaggi che raccontano la loro storia in tanti modi, ma se non ci sono le canzoni non si va da nessuna parte. "Lauro" è l'album più diretto  della produzione recente; è anche quello più a fuoco: è il seguito di "1969", per certi versi. È vero che frequenta diversi generi, ma poi ritorna spesso al pop-rock, a sonorità classiche, alle chitarre (anche se Boss Doms non c'è, ha preso la sua strada). Insomma, il suono di "Rolls Royce", quello con cui è diventato un fenomeno.
Pur in queste diversità, lo stile di Lauro ha alcune costanti: lo stile vocale, volutamente indolente e che lo distingue da altri cantanti più puliti.

Poi il citazionismo: anche in "Lauro" i riferimenti non si contano. Da quelli diretti (i nomi che compaiono nei testi, da Prince, Britney Spears, Spice Girls, Beatles, persino Olivia Newton-John, a cui "Physical" deve il titolo) e quelle indirette, nei suoni delle canzoni o nelle performance (Il video di "Marilù", che ricrea i Nirvana).

Funziona? non sempre. Le canzoni ci sono, sicuramente di più che nei  cosidetti “side project”. Ma musicalmente tutto suona un po' troppo derivativo, almeno per i miei gusti. Nulla contro il citazionismo - mi piace il gioco del ricostruire le fonti di ispirazioni e mi piace quando un cantante ne cita un altro. Ma mi pare che nella musica di Lauro, e in questo disco in particolare, sia estremizzato: il rischio è che le citazioni mettano in secondo piano le canzoni in cui appaiono e che l'autore/interprete sia una sommatoria di citazioni senza mai apparire direttamente. L'approccio è rischioso: il tono della citazioni - in cui per lo più non c'è ironia, come nei suoi discorsi fuori dalle canzoni - rischia di far passare l'idea che Achille Lauro si metta sullo stesso piano dei mostri sacri che cita e rielabora. Gliel'ho chiesto, e lui ha risposto che non è questa la sua intenzione. Però è un po' quello che si percepisce (o, almeno, quello che percepisco io).  

Insomma: uno, nessuno e centomila. Alla fine Achille Lauro (il cantante-personaggio) e  "Lauro" (l'album) mettono assieme tante cose diverse. Meno che nelle uscite precedenti, ma comunque sempre troppe: "È tutto e il contrario di tutto. Possiamo essere chi vogliamo, possiamo incarnare qualunque cosa", dice lui. Teoricamente è un bell'approccio, una dimostrazione che gli schemi certe volte non servono. Ma ho la sensazione che in "Lauro" sia più un'intenzione che non un risultato.

E adesso?

"Dopo “Lauro” voglio prendermi del tempo per vivere. Visto che qua dentro c’è molto di me, voglio prendermi una pausa per trovare un nuovo me stesso", dice. Io sono ragionevolmente certo che uno come Achille Lauro non sia molto capace di stare fermo e che tra poco lo vedremo tornare con un nuovo progetto e una nuova identità, un'altra ancora.

 

TRACKLIST

01. PREQUEL (00:31)
02. SOLO NOI (04:31)
03. LATTE+ (03:11)
04. MARILÙ (04:10)
05. LAURO (03:31)
06. COME ME (03:33)
07. FEMMINA (02:56)
08. A UN PASSO DA DIO (03:42)
09. GENERAZIONE X (02:39)
10. BARRILETE COSMICO (03:36)
11. PAVONE (02:53)
13. SABATO SERA (03:50)
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