«LOVE GOES - Sam Smith» la recensione di Rockol

Sam Smith e l'amore, capitolo terzo

Il musicista britannico pubblica "Love Goes" e ci ricorda che è bravo a cantare.

Recensione del 04 nov 2020 a cura di Paolo Panzeri

Voto 7/10

La recensione

I numeri non sono tutto, ma, a loro modo, sono molto esemplificativi e non mentono quasi mai. Insomma, se il 28enne londinese Sam Smith ha messo insieme trenta miliardi di stream – moderna unità di misura musicale - con i suoi primi due album un motivo ci dovrà pur essere. Eh sì, perché "In the Lonely Hour" uscito nel 2014 e "The Thrill of It All" nel 2017 sono stati grandi, grandissimi successi. Sam si è fatto cantore dell'amore, lo ha rivestito con un abito musicale che evidentemente ha risposto al piacere del suo tempo e ci ha messo la voce che, come da lui dichiarato senza falsa modestia al New York Times, "Non sono la più eloquente delle persone. Non avevo i voti migliori a scuola. Voglio dire, sono bravo solo a cantare".

L'amore, cos'altro...

Le mille sfaccettature dell'amore sono il motore intorno al quale ruota l'arte di Sam Smith e questo è anche il filo conduttore di "Love Goes". Il singolo che ha anticipato la pubblicazione del disco, "Diamonds", narra di una storia d’amore vissuta senza rimpianti ed è quanto mai emblematica e programmatica. Il disco nasce infatti, per la gran parte, sull'onda emotiva della rottura del rapporto del musicista inglese con il fidanzato, l'attore statunitense Brandon Flynn (faceva parte del cast della serie tv 'Tredici'), avvenuta due anni fa. "E' su come una rottura ti cambia, specialmente quando è la prima. Si tratta della mia prima relazione in assoluto e penso che la prima relazione di qualcuno sia una cosa importante. Ma la prima relazione di una persona queer a volte è una cosa enorme, perché è quella in cui scopri di più su te stesso".

La tracklist dice diciassette

Il disco ha preso forma negli ultimi due anni, non cambia spartito quanto a tema, e conferma il talento di Sam. Se di punti deboli si vuole parlare, si deve volgere lo sguardo all'elenco dei brani, alle diciassette canzoni di cui si compone "Love Goes": davvero molte, forse troppe, una leggera potatura a vantaggio di una maggiore agilità d'ascolto avrebbe giovato. Sempre che si voglia ragionare sul concetto di album che, da un discreto lasso di tempo a questa parte, ha lasciato sempre maggiore spazio all'idea che una tracklist sia semplicemente una raccolta di singoli. Non hanno di certo nuociuto a “Love Goes” la manciata di featuring presenti che parte dalla title track con Labirinth (invero la più debole tra le collaborazioni), per proseguire con “My Oasis” insieme al cantante nigeriano Burna Boy, "Dancing With A Stranger" con la Fifth Harmony Normani, “Promises” e “I'm Ready” dove è accompagnato dalle superstar del pop, rispettivamente, Calvin Harris e Demi Lovato.

Numbers don't lie?

Il pop di Sam Smith è raffinato, magistralmente prodotto e ben interpretato. Parafrasando il linguaggio sportivo, spartito che vince non si cambia. Non è un male e neppure una vergogna. Sam Smith riversa nella musica la sua personale esperienza cercando di trovare in essa conforto e cura con l'augurio che anche le persone, ascoltando le sue canzoni, possano trarne del giovamento, o almeno del divertimento. Tornando al discorso iniziale, osservati da vicino i numeri che il giovin signore macina al botteghino, c'è da credere che l'obiettivo sia colpito nel centro. E il cerchio è chiuso.

TRACKLIST

#1
01. Young (02:33)
02. Diamonds (03:33)
03. Another One (03:09)
05. So Serious (02:52)
08. Breaking Hearts (02:46)
09. Forgive Myself (03:40)
10. Love Goes (feat. Labrinth) (04:44)
11. Kids Again (03:27)

#2
01. Dancing With A Stranger (with Normani) (02:51)
02. How Do You Sleep? (03:22)
03. To Die For (03:13)
05. Fire On Fire (04:06)
06. Promises (with Sam Smith) (03:33)
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