«MENTALE STRUMENTALE - Subsonica» la recensione di Rockol

“Mentale strumentale” è l’Interstellar dei Subsonica

Il gruppo torinese pubblica un album strumentale realizzato nel 2004 e mai uscito prima d’ora. Venne inciso per interrompere il rapporto con la Mescal, la loro storica etichetta.

Recensione del 24 apr 2020 a cura di Claudio Cabona

La recensione

Prima di salire sulla navicella spaziale di “Mentale strumentale” è necessario riavvolgere il nastro della storia. Era il 2004, i Subsonica avevano da poco terminato il tour di “Amorematico” e pubblicato il live “Controllo del livello di rombo”. “Il rapporto con la nostra prima casa discografica (la Mescal) era arrivato al limite del logoramento e il contratto era in scadenza – ricorda la band - non desideravamo rinnovarlo. Avremmo voluto creare una nostra struttura live, un nostro management e discutere da zero i termini di un nuovo accordo discografico, che chiarisse in modo inequivocabile le condizioni di piena e totale libertà artistica. Ma da contratto, firmato non senza una certa dose di ingenuità, avremmo dovuto consegnare ancora due album. O uno doppio. Decidemmo di realizzarlo strumentale”.

Mescal e Subsonica, finirono in tribunale: il disco venne rifutato e non fu mai pubblicato. Oggi, sedici anni dopo, risorge dalle pieghe del tempo. È composto da dieci brani che insieme formano un viaggio spaziale e artistico, un’esplorazione dei territori musicali della band. Dentro c’è un messaggio: le royalties dell’album sostengono la Fondazione Caterina Farassino, impegnata con il progetto “Respira Torino” a supportare gli ospedali di Torino e Asti, mediante la fornitura di dispositivi per l'emergenza sanitaria.

Il gruppo torinese, con questo disco che dal passato arriva all’oggi, passa da brani freddi e robotici come “Decollo a voce off” agli strumenti acustici di “Detriti nello spazio” fino alle percussioni esotiche o alle voci angeliche di “A di addio”. Qui compaiono gli echi dell’imperscrutabile Madame Mystere. Il progetto, in molti tratti, non è semplice e richiede più ascolti se si desidera esserne avvolti. È l’“Interstellar” dei Subsonica: come nella pellicola culto del 2014 di Christopher Nolan si porta l’ascoltatore a bordo di una navicella spaziale capace di viaggiare nel tempo, accartocciandolo e finendo, con un album chiuso in un cassetto a lungo, per raccontare meglio di tanti altri il presente e il domani nella dimensione dell’ignoto. A bordo, i Subsonica sembrano portare con loro le mappe dei viaggi di Brian Eno, dei Massive Attack e dei Radiohead. Anche i Nine Inch Nails, recentemente, con due nuovi capitoli della saga Ghost, hanno voluto tracciare una linea su questo periodo di isolamento con un album puramente strumentale.

I Subsonica hanno preso gusto a giocare con le lancette: a pochi mesi dalla pubblicazione di “Microchip Temporale”, una rielaborazione di “Microchip Emozionale”, realizzato in complicità con quattordici artisti, usano la musica per fotografare la sospensione in cui siamo immersi, cercando di creare la colonna sonora per una riflessione collettiva. La traccia finale, “Rientro in atmosfera”, racchiude tutto questo in un mix di inquietudine e commozione, proprio come quando si torna da un’esperienza che ci ha cambiato per sempre. Ma è tutto liquido e soggettivo: è la bellezza di un album in cui chiunque può rispecchiarsi, vedendo qualche cosa di diverso dagli altri. In “Mentale strumentale” ci sono tutti i tratti distintivi di un gruppo che ha innovato in modo significativo il mondo della musica italiana, rimanendone protagonista con personalità.

TRACKLIST

01. Decollo - Voce Off (03:40)
02. Cullati dalla tempesta (04:59)
03. Artide 3 A.M. (05:02)
04. A nord di ogni lontananza (05:07)
05. Detriti nello spazio (05:17)
06. A di addio (03:53)
07. Tempesta solare (04:21)
08. Delitto sulla luna (04:34)
09. Strumentale (03:42)
10. Rientro in atmosfera (04:46)
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