«WAKE UP, SUNSHINE - All Time Low» la recensione di Rockol

Gli All Time Low, così come sono: "Wake up, Sunshine"

Alex Gaskarth e i suoi hanno fatto un disco che strizza in 15 canzoni diciassette anni di carriera. Da adesso in poi, può succedere di tutto...

Recensione del 15 apr 2020 a cura di Davide Poliani

Voto 6/10

La recensione

Sarà che da "Last Young Renegade" - il disco della svolta pop, se così si può chiamarla - sono passati tre anni, e sarà che in questi tre anni sono successe diverse cose - tra le altre, i Simple Creatures, il duo formato da Alex Gaskarth con Mark Hoppus dei Blink-182: gli All Time Low, giunti all'ottavo album in poco meno di vent'anni di carriera, hanno deciso di rimettere insieme i pezzi, decidendo di gettare un ponte ideale tra passato e futuro. Ma a modo loro.

"Wake Up, Sunshine" è un disco completo, lungo ma non prolisso: si parte con quello che dal quartetto di Baltimore esattamente ci si aspetta - "Some Kind of Disaster", che apre il carrellata pop punk composta da "Sleeping In", "Getaway Green" e "Melancholy Kaleidoscope" - per osservare la prima, parziale sterzata su "Trouble Is", più frammentata e complessa, con una strofa sincopata che lancia un ritornello molto più convenzionale. Dopo la title track sono "Monster" e "Favorite Place" - gli unici due brani che prevedano featuring in tutto il disco, rispettivamente con Blackbear e i Camino - a dare l'indirizzo: sulla prima i toni si fanno più cupi, il ritornello più rarefatto, e sulla seconda si abbassano le distorsioni sulle chitarre, già comunque sensibilmente ridimensionate dall'intermezzo acustico di "Pretty Venom".

La seconda parte di "Wake Up, Sunshine" vive e si nutre di questo equilibrio, ma quasi a parti invertite: là dove nella prima metà dell'album era il pop punk a indicare in registro generale del lavoro, in chiusura sono "Glitter & Crimson" e "Basement Noise" - più posate, malinconiche e meno irruenti - a dare il passo, lasciando a canzoni come "Clumsy" e "Summer Daze" il ruolo da episodi interlocutori.

E' onesto, Gaskarth, quando parla dell'ultima fatica in studio del suo gruppo come di "è una fusione di tutti i nostri album" e del disco "che tutti volevamo fare": diciassette anni sono abbastanza per guardarsi indietro e capire chi si è e come lo si è diventati. La sfida, adesso, è capire dove andare, e come.

TRACKLIST

02. Sleeping In (03:00)
03. Getaway Green (02:47)
05. Trouble Is (02:27)
06. Wake Up, Sunshine (03:16)
07. Monsters (feat. blackbear) (02:54)
09. Favorite Place (feat. The Band CAMINO) (03:13)
10. Safe (03:40)
12. Clumsy (03:02)
13. Glitter & Crimson (03:03)
15. Basement Noise (03:05)
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