«CORALLO - Colombre» la recensione di Rockol

Tra cantautorato elegante e suggestioni pop: Colombre torna con 'Corallo'

A tre anni dall'esordio con "Pulviscolo", che gli valse anche una nomination nella categoria "Miglior opera prima" delle Targhe Tenco, il 37enne cantautore marchigiano torna con otto nuove canzoni tutte da ascoltare.

Recensione del 07 apr 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Niente a che vedere con l'ItPop, è bene specificarlo subito.

La collaborazione con Calcutta, che ha accompagnato come chitarrista nel tour dello scorso anno legato a "Evergreen" (prendendo il posto di Giorgio Poi)? Solo un'esperienza per mettere il naso fuori dalla sua tana. Colombre è uno che ama stare per conto suo. Finire nelle playlist di tendenza e vedere il proprio nome essere associato a quelli dei principali esponenti di quel circuito non gli interessa. Nella sezione "Ai fan piace anche" del suo Spotify trovate Germanò, Giorgio Poi, Andrea Laszlo De Simone, Francesco De Leo, Pop X. Tutti artisti che pur rivolgendosi allo stesso pubblico dell'ItPop propongono con i loro dischi qualcosa di diverso, che non c'entra con i luoghi comuni e i topoi del genere. È quello che fa anche il .37enne cantautore marchigiano: tre anni fa con il suo album d'esordio "Pulviscolo" Giovanni Imparato - è il suo vero nome - arrivò a conquistare pure una nomination nella categoria "Opera prima" delle Targhe Tenco (un riconoscimento importante per chi scrive canzoni, negli ultimi cinque anni centrato - tra gli esponenti della nuova scena cantautorale del giro "indie" - solo da Motta e Fulminacci, entrambi poi risultati vincitori). Ci son voluti tre anni prima che si decidesse a tornare con un nuovo disco, questo "Corallo", che conferma le buone impressioni che ci eravamo fatti della sua musica quando uscì il precedente: un bel connubio tra cantautorato elegante e suggestioni pop.

Da un lato i riferimenti al cantautorato contemporaneo, per lo più americano canadese (Mac DeMarco, Andy Shauf), ma con qualche strizzatina d'occhio anche all'indie rock britannico (Arctic Monkeys e i Radiohead più classici), con arrangiamenti ricercati e suoni dal sapore internazionale; dall'altro la sensibilità tutta italiana per le melodie, senza stupidi snobismi. È tra questi due mondi che si muovono le canzoni di "Corallo": tra Enzo Carella e Alex Turner, tra Thom Yorke e Alan Sorrenti, tra un festival indie e un Sanremo dei primi Anni '70.

Sono stati i romani Fabio Grande (già leader de I Quartieri, altra realtà abbastanza fuori dal circuito indie - il loro disco d'esordio uscì nel 2013, due anni prima che a Roma scoppiasse la indie-mania, ed è stato solo lo scorso anno che la band si è convinta a tornare con un nuovo album) e Pietro Paroletti ad affiancare ancora una volta - come era successo in "Pulviscolo" - Colombre.

"Corallo" è stato registrato nello studio romano dei due, Sala Tre (una curiosità: si trova nella stessa struttura che ospita Gli Artigiani, la sala gestita da Daniele Sinigallia, fratello di Riccardo, dove negli ultimi anni hanno inciso anche Motta e Coez): una presenza importante è quella di Fabio Rondanini, già membro di Calibro 35 e Afterhours, che suona la batteria negli otto pezzi dell'album.

Dai suoni psichedelici e le atmosfere surreali della canzone che dà il titolo al disco (e che lo apre), in puro stile Enzo Carella ("Se il tuo cuore batte in fretta / non hai perduto ancora la guerra / poi l'ultima sigaretta sulla collina deserta / intorno a noi solo l'erba") al lento dai sapori sixties ma con un retrogusto allucinante di "Anche tu cambierai" (è co-firmata da Colombre insieme a Maria Antonietta, alla quale è legato sentimentalmente - nel 2018 il cantautore produsse il suo "Deluderti"), passando per i migliori Tiromancino di "Non ti prendo la mano" (con un testo pieno di piccoli dettagli raccontati con più poesia rispetto alla cronaca del quotidiano dell'ItPop: "Se il telefono non suona sono io che non ti chiamo"), una ballatona degna della grande tradizione italiana ("Crudele", con un ritornello da cantare spalancano le braccia), episodi più scanzonati come "Per un secondo" (in certi passaggi c'è l'Alan Sorrenti di "Tu sei l'unica donna per me") e altri più tortuosi come "Mille e una notte" e "Arcobaleno").

"Corallo" è un disco che si fa ascoltare volentieri, leggero quanto basta - dura meno di mezz'ora - e raffinato al punto giusto (la raffinatezza, qui, non è mai fine a sé stessa, ma al servizio dei suoni e degli arrangiamenti). Una valida alternativa per chi si è stancato delle trollate dell'ItPop e ora dalla nuova scena cantautorale si aspetta passi di lato o scelte spiazzanti.

TRACKLIST

01. Corallo (03:29)
03. Terrore (03:16)
04. Crudele (03:24)
05. Per Un Secondo (02:17)
06. Mille E Una Notte (03:39)
07. Arcobaleno (03:38)
08. Anche Tu Cambierai (03:07)
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