«ULTRAS - Liberato» la recensione di Rockol

Liberato canta ancora, ma poco: ecco la colonna sonora di 'Ultras'

Non poteva che essere l'artista in incognito a firmare le musiche di "Ultras", il film d'esordio del regista noto per le sue collaborazioni con gli esponenti della nuova scena musicale italiana. La recensione.

Recensione del 23 mar 2020 a cura di Mattia Marzi

La recensione

La premiata ditta Liberato-Lettieri colpisce ancora. Non poteva che essere l'artista in incognito a firmare le musiche di "Ultras", il film d'esordio del regista noto per le sue collaborazioni con gli esponenti della nuova scena musicale italiana (da Calcutta, per il quale nel 2015 firmò il videoclip di "Cosa mi manchi a fare", con protagonista il paffuto ragazzino cingalese che contribuì non poco al successo della canzone, a Giorgio Poi, passando per Thegiornalisti e Motta): la pellicola, arrivata su Netflix lo scorso venerdì, 20 marzo, racconta la storia di Sandro 'O Moicano, capo degli Apache (interpretato da Aniello Arena), il gruppo di sfegatati tifosi del Napoli che la nuova generazione di fedelissimi vuole mandare in pensione, un uomo diviso tra l'amore per i colori della squadra e quello per una donna. Pubblicata a sorpresa da Liberato tre giorni dopo l'uscita del film sulla piattaforma, la colonna sonora suggella il sodalizio con Lettieri, che con i suoi videoclip - da "Nove maggio" al cortometraggio "Capri Rendez-Vous", pensato per accompagnare lo scorso anno l'uscita dell'album d'esordio - ha dato un contributo fondamentale al successo del misterioso artista.

Non aspettatevi un disco di canzoni: fatta eccezione di "'O core nun tene padrone", "Vien' ccà (Part II)" e "We come from Napoli", frutto delle collaborazioni con 3D dei Massive Attack e il britannico Gaika, all'interno del disco ci sono tutti brani strumentali. I suoni e le atmosfere sono distanti anni luce da quelli dei pezzi contenuti nell'album d'esordio di Liberato. Dimenticatevi il mood solare e spensierato di "Je te voglio bene assaje", "Oi Marì", "Gaiola portaforuna", con quei beat e quei ritmi irresistibili: il Liberato di "Ultras" è molto più cupo, aggressivo e irruento e con queste tracce riesce a riprodurre bene le sensazioni che Lettieri fa vivere agli spettatori attraverso le scene del suo film. Lo scontro ideologico tra le due diverse generazioni di ultras diventa uno scontro anche fisico e con la tensione che sale le musiche di Liberato si fanno rabbiose, impulsive, tribali ("Vien' ccà", "'A mamm' e chi 'nnallùcc'", "Cchiù fort'"). L'artista di "Nove maggio" spinge al massimo le potenzialità dei sintetizzatori, guardando spesso - per restare in territorio Netflix - alle atmosfere sonore realizzate da Kylie Dixon e Michael Stein per la colonna sonora di "Stranger things". Ascoltare per credere.

La trollata, comunque, è sempre dietro l'angolo: il disco è scandito da tre momenti intitolati "Grazia", "Graziella" e "Graziocazz", mentre in "Funiculì funiculà" Liberato si diverte a rileggere in chiave elettronica la popolare canzone napoletana scritta a fine Ottocento per l'inaugurazione della prima funicolare del Vesuvio ("siamo i figli del Vesuvio" è uno dei cori degli ultras del Napoli). È uno dei momenti più leggeri della colonna sonora, che suona come un enorme rave party (il disco dura un'ora) con tracce che si prestano bene ad essere remixate dagli appassionati del clubbing e che andranno a rimpolpare, s'immagina, le scalette degli show di Liberato.

Qualche riga sugli ospiti, in chiusura. Gaika, che compare al fianco di Liberato in "We come from Napoli", è un musicista londinese che nel 2018 con il suo album d'esordio "Basic volume" (uscito per Warp, stessa etichetta che supporta le sperimentazioni di Brian Eno, Aphex Twin, Flying Lotus, Yves Tumor) ha conquistato i recensori di testate prestigiose come il "Guardian" e l'"Independent", che hanno descritto la sua musica come un mix tra "dancehall gotica, elettronica e industrial". Decisamente più noto è invece 3D, ossia Robert Del Naja dei Massive Attack, che ha origini partenopee ed è un tifoso sfegatato del Napoli: per molti è lui che si nasconde dietro al writer anonimo Banksy, una cui opera - la "Madonna con la pistola" - viene immortalata da Lettieri all'inizio del film, durante una sequenza "turistica" di Napoli, mentre in sottofondo suona la versione di Liberato di "Funiculì funiculà". Un caso o l'ennesima trollata del duo Liberato-Lettieri?

TRACKLIST

01. GRAZIA (03:08)
02. WE COME FROM NAPOLI (04:15)
03. RIONE TERRA (04:10)
04. VIEN' CCÀ (PART I) (08:30)
06. LUNTAN' (03:36)
07. GRAZIELLA (05:01)
09. AMMA STÀ VICIN' (05:03)
10. 'A MAMM' E CHI 'NNALLÙCC' (04:51)
12. FUNICULÌ FUNICULÀ (01:03)
13. CCHIÙ FORT' (04:02)
14. GRAZIOCAZZ (01:45)
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