«SPIRITS IN THE FOREST - Depeche Mode» la recensione di Rockol

Depeche Mode, la magia delle notti di Berlino in "Spirits In The Forest"

Gli show conclusivi del "Global Spirit Tour" nella capitale tedesca in un box set con le riprese dal vivo, il relativo doppio CD audio e il docufilm di Anton Corbijn che racconta le vicende di sei fan davvero speciali

Recensione del 27 mar 2020 a cura di Marco Di Milia

La recensione

La magia di uno show, l’estasi della performance, l’irripetibilità del momento. Un rituale solitario e collettivo allo stesso momento, vissuto dagli occhi di sei fortunati fan. Le immagini sono quelle delle due date conclusive del "Global Spirit Tour" realizzate presso il suggestivo anfiteatro Waldbuhne di Berlino, la storia è quella costruita nei racconti personali, uniti secondo la poetica appassionata di Anton Corbijn. Non un semplice film concerto, né l’atto conclusivo di un tour di oltre 115 date in tutto il mondo, ma l’unione di entrambi gli aspetti, capace di attivare connessioni libere da difficoltà e barriere di sorta, che il docufilm “Spirits In The Forest” coglie in modo inedito e avvincente.

L’opera del regista olandese dedicata ai Depeche Mode ha messo in scena la forza aggregante della musica, attraverso le storie di sei persone comuni, unite dalla passione per la band di Martin Gore, Dave Gahan e Andrew Fletcher e da canzoni che ne hanno accompagnato le circostanze della vita. Componendo così l’evento live attraverso commenti, sensazioni e pensieri di persone assolutamente diverse come Indra da Ulan Bator, Dicken da Bogotà, Cristian da Bucarest, Carine da Perpignan, Liz da Los Angeles e Daniel da Berlino, il film mostra in che modo la rilevanza e la popolarità del gruppo di Basildon sia in grado di catturare i molteplici spiriti (appunto) del nostro tempo.

Programmato nei cinema come evento speciale il 21 e il 22 novembre dello scorso anno, “Spirits In The Forest” è ora pubblicato come nuovo capitolo discografico dei Depeche Mode, a testimonianza di un tour dei record ancora una volta del tutto trionfale. Disponibile in tre differenti versioni, CD più DVD o Blu-Ray comprendenti il film di Corbijn che dà il titolo al box set, il video del concerto registrato nei due appuntamenti di Berlino il 23 e il 25 luglio 2018 o il solo doppio CD comprendente la versione audio di quelle stesse date.

Quella che potrebbe sembrare l’ennesima uscita “secondaria” di un gruppo che con un live colma il naturale vuoto tra un disco di inediti e l’altro, è però la prova dell’incredibile potenza di fuoco della formazione britannica, qui immortalata in uno show che racchiude, insieme a qualche chicca, quarant’anni di carriera, restituendone uno stato di grazia lontano da ogni possibile discussione anagrafica.

Così “Spirits In The Forest” fotografa la composta aura di Martin Gore, diviso tra chitarre e synth, contrapposta all’inossidabile carisma di Dave Gahan che incita, scuote e letteralmente conduce il suo pubblico dal primo all’ultimo brano in programma. Due ore di musica che non tradiscono affatto il clima celebrativo delle serate nella capitale tedesca. Scegliendo di registrare lì “A Broken Frame” e poi “Construction Time Again”, rispettivamente del 1982 e 1983, i giovani Depeche Mode ne hanno percepito non solo l’elettronica rivoluzionaria di Neu! e Kraftwerk, ma anche l’energia creativa e sperimentale del team composto da Brian Eno e David Bowie. Perciò in scaletta, insieme ai classici senza tempo osannati dalla folla come "World in my eyes", “Everything counts”, “Stripped”, Walking in my shoes” e ovviamente “Enjoy the silence”, “Never let me down again” e “Personal Jesus” compare, oltre a brani del più recente “Spirit”, anche il sentito omaggio al Thin White Duke con “Heroes”, qui trasfigurata in un canto di preghiera e di ringraziamento.

La garanzia di un live trascinante e la scenografia mastodontica, così come gli intrecci tra la vita fuori dai riflettori con quella dei fan che si muovono per raggiungere l’anfiteatro realizzato per le Olimpiadi del ’36, fanno di “Spirits In The Forest” un’opera dalla narrazione declinata a incastri integrativi, secondo i differenti punti di vista proposti, in grado di completarsi tassello dopo tassello. Non solo live quindi, ma opera che affida in audio e video storie di vite pubbliche e private, di passioni che superano lingue e confini e di un connubio speciale tra i Depeche Mode e il proprio pubblico, arricchendo di significato tutte le movenze, il sudore, i sorrisi e gli applausi di un concerto.

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