«ZERO IL FOLLE - Renato Zero» la recensione di Rockol

Renato omaggia "Zero il folle": la recensione del nuovo album

Il Re dei Sorcini torna con un nuovo disco: 13 canzoni registrate a Londra insieme a Trevor Horn e agli ex Dire Straits Phil Palmer e Alan Clark. Tra ballate, echi anni '80, funk, riflessioni sulla società contemporanea e sul passato.

Recensione del 04 ott 2019 a cura di Redazione

La recensione

Un nuovo viaggio dentro lo Zero-pensiero, un elogio della Zero-follia (quella vivacità che ha sempre accompagnato le mosse del Re dei Sorcini), un omaggio dell'oggi sessantanovenne Renato Fiacchini al suo alter ego Renato Zero: "Zero il folle" è tutte queste cose messe assieme. A distanza di due anni e mezzo da "Zerovskij", il concept pop-sinfonico del 2017 che aveva diviso il suo pubblico, il cantautore romano torna con un disco di canzoni-canzoni, tra ballate, echi anni '80 e funk.

Registrato a Londra, "Zero il folle" è stato prodotto e arrangiato da Trevor Horn (già collaboratore di - tra gli altri - Paul McCartney, Pet Shop Boys e Robbie Williams), che aveva già affiancato Zero per l'album "Amo" del 2013. In studio anche gli ex Dire Straits Alan Clark e Phil Palmer, insieme ai quali il cantautore ha scritto buona parte dei brani contenuti nell'album (ma ci sono anche autori italiani come Danilo Madonia e Lorenzo Vizzini), che spaziano da riflessioni sulla società di oggi ("La culla è vuota", "Un uomo è..."), omaggi ai maestri del passato ("Quattro passi nel blu") e critiche al mondo dei social ("La vetrina").

Tra invettive e guizzi di zerofollia, spiccano "Ufficio reclami" (che suona quasi come un omaggio al Battiato degli anni '80) e "Zero il folle", la traccia che chiude il disco - e che gli dà il titolo - con Fiacchini che sembra rivolgersi direttamente a Zero e lo ringrazia per averlo strappato strappato via dalla noia, infondendogli il desiderio di cambiare le cose.

Non sarà l'album migliore della sua discografia, ma "Zero il folle" è ciò che ci si aspetta da Renato Zero oggi che il Re dei Sorcini è alle porte dei 70 anni e ha ormai chiuso in soffitta un passato invadente fatto di piume di struzzo, lustrini e paillettes, pur senza perdere la sua sana follia: "Perché folle è chi sogna, chi è libero, chi provoca, chi cambia. Folle è che non si vergogna mai e osa sempre, per rendere eterna la giovinezza".

TRACKLIST

01. Mai più da soli (03:55)
02. Viaggia (05:09)
03. La culla è vuota (04:02)
04. Un uomo è... (04:16)
05. Tutti sospesi (04:02)
06. Quanto ti amo (03:40)
07. Che fretta c'è (04:46)
08. Ufficio reclami (04:25)
09. Questi anni miei (04:54)
10. Figli tuoi (03:56)
11. La vetrina (03:43)
13. Zero il Folle (04:15)
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